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Calcio, Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Figc: battuto Giancarlo Abete. Ora Mancini può tornare come commissario tecnico

22 Giugno 2026 - 15:15 Matteo Revellino
GIovanni Malagò
GIovanni Malagò
Per lui quasi il 70% dei voti: decisivo l'appoggio della Lega Serie A, la Lega di B, giocatori e allenatori. L'ex presidente del Coni ora nominerà il nuovo direttore tecnico e il ct
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Nessuna sorpresa dall’Assemblea elettiva. Come da previsioni, Giovanni Malagò è stato eletto nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc). L’ex numero uno del Coni e membro del Cio supera Giancarlo Abete, già presidente Figc dal 2007 al 2014, con quasi il 70% dei voti: Malagò ha preso il 68,58%, mentre lo sfidante il 29,17%. Al Rome Cavalieri-A Waldorf Astoria Hotel erano presenti 245 su 273 delegati delle sei componenti federali.

Mentre si sta giocando la terza Coppa del Mondo consecutiva senza la Nazionale italiana, il calcio nel nostro Paese riparte da zero, una volta ancora. Sono passati 72 giorni dalla notte da incubo di Zenica, dalla sconfitta ai calci di rigore contro la Bosnia Erzegovina. Da quel giorno, tutte le tessere della Figc sono cadute, a partire dall’ex presidente Gabriele Gravina, fino ad arrivare al commissario tecnico Gennaro Gattuso. Inizia oggi, 22 giugno, una nuova era, quella che dovrà portarci prima a Euro 2028, poi al Mondiale 2030. Sotto la presidenza di Malagò.

Malagò: «Ho un solo scopo, fare grande l’Italia»

«Sono figlio della Figc, ho cercato solo uno scopo, fare grande l’Italia». Ha le idee chiare Malagò. Nel suo intervento prima dell’apertura delle votazioni, il neo-presidente federale ha ricordato la sua carriera, piena di successi e traguardi raggiunti, spiegando il motivo della sua candidatura: «Così al Circolo Aniene vincente, così al Coni e a Milano-Cortina dove c’era da rischiare l’osso del collo e abbiamo inventato un modello che è di riferimento. Penso che quando sono venuti da me degli amici, a partire dalla Serie A, hanno pensato a che quello che sono riuscito a fare in contesti apparentemente lontani, ma vicini, si possa ripetere in Figc, che deve essere fonte di ispirazione». Una campagna elettorale che si è concentrata più sui nomi che sui programmi per riportare il calcio italiano ai livelli che la sua storia impone. L’ha sottolineato lo sfidante sconfitto, Abete: «È stato sbagliato il percorso che ha portato a queste elezioni. I nomi non hanno permesso di parlare dei problemi e dei programmi. È stato sbagliato il metodo. Serviva riflessione diversa, capire perché col 98% dei voti non si sia arrivati ad un progetto, ad un traguardo».

Ex presidente del Coni e membro del Cio: chi è Malagò

Giovanni Malagò è un protagonista dello sport italiano da quasi trent’anni. Inizia come presidente del comitato organizzatore degli Internazionali di Roma di tennis nel 1998, fino ad arrivare alla presidenza del Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) per tre mandati consecutivi, dal 2013 al 2025. Nel 2019 entra a far parte del Cio (Comitato Olimpico Internazionale), fino al 2029, e diventa anche presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, il comitato organizzatore dei XXV Giochi olimpici invernali andati in scena in questo inverno. L’esperienza non manca al dirigente originario di Roma, che però ha rischiato di non essere elegibile proprio per il suo passato al Coni. Il dubbio riguardava la possibilità che il passaggio diretto dalla presidenza del Comitato Olimpico Italiano a quella della Figc potesse violare le norme che vietano ai dirigenti apicali di assumere incarichi presso enti sui quali abbiano esercitato funzioni di vigilanza o controllo. Ci è voluto il parere dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, interpellata dal ministro Abodi, che ha dato esito positivo: per l’Anac la norma anticorruzione sul «pantouflage» è inapplicabile perché Malagò, da presidente, non intratterrà rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiego con la Federcalcio. Sono questi infatti gli unici tre casi che avrebbero reso illegittimo l’incarico.

Ora la nuova Federazione: Mancini in pole per il ruolo di ct

La nuova Federazione prenderà vita. I vice presidenti potrebbero essere Ezio Simonelli della Lega Serie A e Umberto Calcagno o Sara Gama dell’Assocalciatori. Poi sarà la priorità diventerà la Nazionale. Malagò nominerà il nuovo commissario tecnico, dopo che le ultime due amichevoli sono state guidate dal tecnico dell’Under 21, Silvio Baldini. In favore dell’ex allenatore del Pescara si era levata una forte ondata di consenso popolare, ma non sarà lui a guidare gli azzurri a settembre nelle prime partite di Nations League. Malagò, che aveva dichiarato di non aver «parlato con nessuno, non sarebbe serio», in realtà il suo nome già ce l’ha. È Roberto Mancini. L’ex ct dal 2018 al 2023, ha staccato la concorrenza di Antonio Conte. Prima di nominare il commissario tecnico, però, Malagò dovrà pensare al direttore tecnico. Qui i candidati sono diversi. Circolano infatti i nomi di Paolo Maldini e Claudio Ranieri, sullo sfondo rimane Frederic Massara appena liberato dalla Roma. Sono nomi che diventeranno realtà solo nei primi giorni di luglio, quando ci sarà il primo consiglio federale presieduto da Malagò.

I consiglieri federali eletti

Durante l’Assemblea elettiva sono stati votati anche i consiglieri federali, che restano confermati in blocco.

  • Per la Lega Serie A: Stefano Campoccia, Giuseppe Marotta e Giorgio Chiellini;
  • per la Serie B: Antonio Gozzi;
  • per la Serie C: Giulio Gallazzi;
  • per la Dilettanti, Ilaria Bazzerla, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini, Giacomo Fantazzini e Giuliano Tambaro;
  • per l’AssoCalciatori Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi e Umberto Calcagno;
  • per gli Allenatori Giancarlo Camolese e Silvia Città.
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