Perché il Milan è assente ai funerali di Baresi? Dal silenzio di Ibra alla spiegazione di Amorim: «Franco avrebbe preferito così»

Lacrime, tanta commozione ma anche qualche polemica al funerale di Franco Baresi. Nell’ultimo saluto alla storica bandiera del Milan e della Nazionale, non sono mancate discussioni su chi oggi non è presente alla basilica di Sant’Ambrogio a Milano. Alla cerimonia, infatti, non ha partecipato la squadra rossonera, impegnata in Australia per la tournée estiva. «Porteremo avanti l’eredità di Franco Baresi», ha detto il tecnico rossonero Ruben Amorim a proposito delle polemiche sull’assenza della squadra ai funerali. «Oggi non siamo al suo funerale perché siamo qua, ma avvertiamo anche noi la tristezza in tutto il nostro club è lì e ci sono le persone del Milan».
L’assenza della squadra divide i tifosi rossoneri
L’assenza della squadra alla cerimonia di oggi a Milano ha diviso i tifosi rossoneri tra chi critica la scelta di non interrompere il ritiro e chi invece la difende. «Sono polemiche che non hanno senso di esistere», scrive la pagina social Il Casciavait. «La squadra è in tournée dall’altra parte del mondo, con eventi già concordati da tempo e ormai prossimi, più tutta la questioni dei voli, burocrazia e via discorrendo. Impossibile gestirla diversamente», si legge nel post dei tifosi rossoneri pubblicato sui social alla vigilia dei funerali.
Cardinale e Scaroni presenti ai funerali (e fischiati dai tifosi)
Va detto che una delegazione sia dirigenziale che di giocatori è presente eccome alla basilica di Sant’Ambrogio. A rappresentare la società ci sono Gerry Cardinale e il presidente Paolo Scaroni (fischiati al loro arrivo in chiesa), assieme alla dirigenza del club, all’ad Calvelli e ai dipendenti di Casa Milan, Milanello e Vismara. Per la squadra, invece, presenti Pulisic e Gimenez, rimasti in Italia per recuperare dagli infortuni. Nei giorni scorsi, inoltre, Amorim e Gabbia hanno visitato il murale dedicato a Baresi e Gullit, dove hanno deposto un mazzo di fiori. Il capitano del Milan, il portiere Maignan, è ancora in vacanza dopo il Mondiale, quindi tecnicamente poteva andare al funerale ma non ha ancora fatto ritorno a Milano.
Ti potrebbe interessare
- L’ultimo saluto a Franco Baresi: i cori «C’è solo il capitano» e le lacrime di Maldini, Baggio e Van Basten. Fischi alla proprietà
- Addio Franco Baresi: «Perdiamo un battito di cuore». Dal Milan alla lettera di Paolo Maldini: il fiume di ricordi da tutto il mondo (avversari compresi) – La gallery
- Com’è morto Franco Baresi, la malattia e l’intervento ai polmoni. Il pneumologo: «Non si muore di nodulo»
Amorim: «Baresi ci avrebbe chiesto di non interrompere la preparazione»
A metterci la faccia e rispondere alle polemiche sull’assenza della squadra ai funerali ci ha pensato Amorim, che in conferenza stampa da Perth ha spiegato: «Se oggi poteste chiedere a Franco se avremmo dovuto interrompere la nostra preparazione per andare al suo funerale, penso di poter garantire che avrebbe preferito che continuassimo a fare il nostro lavoro, a difendere il club». Dopodiché, a proposito del suo rapporto con l’ex bandiera del Milan, ha aggiunto: «Penso di essere l’ultima persona che dovrebbe parlare di Baresi, perché sono qui da due minuti, ma posso spiegare un po’ la sensazione che c’è all’interno del nostro staff. Prima di tutto, nessuno chiama Baresi “Baresi”: lui è Franco e questo significa qualcosa. Quando parli di lui con tutto lo staff della comunicazione, hanno le lacrime nei loro occhi. Franco era tutto per la squadra. E’ questa la sua eredità».
Il “caso” Ibrahimovic
A finire travolto dalle polemiche c’è anche Zlatan Ibrahimovic, che non solo non è presente ai funerali ma non ha neppure pubblicato un messaggio social in ricordo di Baresi. In realtà, chi conosce l’ex attaccante di Milan, Juve e Inter sa bene che non si tratta di un comportamento anomalo, magari dovuto a litigi o dissapori personali. Da quando nel 2014 ha visto morire suo fratello maggiore, Sapko, stroncato da una leucemia a 41 anni, Ibra ha adottato una sorta di strategia del silenzio di fronte ai lutti. A dimostrarlo c’è anche il massimo riserbo mantenuto in occasione della morte di Mino Raiola, suo procuratore e figura quasi paterna per Ibra, e quella di Silvio Berlusconi.
Foto copertina: ANSA/Andrea Fasani

