Ultime notizie Delitto di GarlascoDonald TrumpGiorgia MeloniMaturitàMondiali 2026
ATTUALITÀGiovaniLavoro e impresaTruffeWhatsApp

«Salve, abbiamo ricevuto il tuo curriculum», ma è una truffa: chi abbocca rischia il furto d’identità e anche di soldi

23 Giugno 2026 - 16:35 Annapaola Messina
truffa whatsapp
truffa whatsapp
Come funziona il raggiro che colpisce soprattutto chi è in cerca di un lavoro
Google Preferred Site

L’ultima truffa in circolazione mette nel mirino una categoria di persone fragili: quelli che cercano lavoro. Da qualche mese, infatti, alcuni candidati alla ricerca di un posto di lavoro hanno denunciato un raggiro che viaggia attraverso una telefonata. La vittima riceve una chiamata da un numero cellulare con prefisso italiano. Dall’altra parte però non c’è un vero recruiter, ma una voce registrata che recita una frase predefinita con la quale invita l’interlocutore a proseguire la conversazione su WhatsApp per discutere un’opportunità di lavoro: «Salve, abbiamo ricevuto il tuo curriculum, aggiungici su WhatsApp per parlare di lavoro». La frase è volontariamente generica così da poter essere usata in qualsiasi situazione e sembrare che provenga da qualsiasi azienda.

Cosa succede a chi “abbocca”

Quando un candidato “abbocca” il finto recruiter fornisce una presentazione di sé che a primo impatto sembra professionale e veritiera, citando nome, cognome e ruolo, a volte allegando pure un link a un sito in modo da far apparire il tutto ancora più credibile. In seguito, viene fatta una offerta di lavoro semplice e ben pagata, che cattura l’interesse della vittima, alla quale vengono proposte delle mansioni immediate e banali come iscriversi a canali, valutare contenuti mediatici, o anche solo mettere “like” a dei post. 

In certi casi, per apparire ancora più credibili e professionali, i fake recruiter presentano estratti conto fasulli o addirittura inviano piccole retribuzioni per provare che non si tratta di una truffa, ma che il sistema “funziona”. 

Una volta assicurata la fiducia del candidato, vengono fatte richieste di registrazione, tra cui la compilazione di moduli che richiedono l’inserimento di dati personali e bancari, o di investimento, tra cui versamenti di importi di denaro con la promessa di ritorni maggiori.

I campanelli d’allarme

Chiaramente, questa falsa procedura di ricerca di personale non porta a nessuna reale possibilità di impiego, ma porta al furto di identità, all’accesso all’account di WhatsApp della vittima e alla sottrazione di denaro tramite portali non protetti e non regolamentati. 

Sul sito ilcvperfetto.it gli esperti di ricerca di personale hanno fornito alcuni consigli pratici per evitare di cadere in truffe come queste:

  • Quando ti candidi o valuti un’offerta, cerca sempre di farlo tramite canali riconoscibili;
  • Annota dove e quando hai mandato il cv ti aiuta a riconoscere più facilmente le risposte reali;
  • Compensi molto alti per attività generiche, poco chiare o completamente da remoto da smartphone sono spesso la leva usata per attirare chi è in cerca di un reddito extra. Quando un’offerta insiste soprattutto su guadagni veloci e zero esperienza richiesta, è il momento di fare un passo indietro e verificare con ancora più attenzione chi c’è dall’altra parte.
leggi anche