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Roma, come funzionava la “truffa delle campanelle” scoperta dalla Polizia nel cuore della città

18 Maggio 2026 - 13:31 Roberta Brodini
truffa campanelle roma
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Vincite concordate in anticipo, complici che facevano da palo e una rapina: sventato dalla Polizia di Stato un sistema organizzato di raggiri ai danni dei passanti nel cuore di Roma
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Dietro al gioco delle tre campanelle (o bicchieri) che popola e anima le strade di Roma, soprattutto nel centro storico, spesso strappando sorrisi e stupore tra i turisti, si celerebbe un vero e proprio sistema organizzato di raggiri ai danni dei passanti. La Polizia di Stato e gli agenti del I Distretto Trevi-Campo Marzio hanno infatti sventato nelle ultime settimane una rete di truffe orchestrate, individuando 41 persone, tutte di origine romena.

Le indagini

Settimane di indagini condotte dalla Polizia di Stato e dagli agenti del I Distretto Trevi-Campo Marzio hanno portato all’individuazione di 41 persone coinvolte nel diffuso raggiro dietro al gioco delle tre campanelle, costruito su destrezza, simulazione e pressione psicologica. Avrebbero inoltre proceduto con un arresto, mentre gli agenti sarebbero riusciti a sequestrare 10.000 euro, in parte restituiti agli sfortunati giocatori. Alcuni truffatori avrebbero reso spontaneamente le somme delle quali si erano appropriati tentando il raggiro, sperando inutilmente di poter sfuggire all’arresto.

Il gioco delle tre campanelle

Il gioco è molto semplice: il “regista del gioco” mostrerebbe tre campanelle o bicchieri, dimostrando di aver nascosto una pallina sotto uno solo dei tre oggetti. Procederebbe poi velocemente a spostare confusamente le campanelle sul tavolo, chiedendo al malcapitato passante di individuare sotto quale nascondiglio si trovi la pallina, a fronte di una “puntata” in denaro.

Lo schema truffaldino

A ingannare gli spettatori ci sarebbero diversi complici. I finti giocatori e complici si lancerebbero in puntate in denaro, illudendo la folla della facilità con cui potrebbe vincere al gioco, mettendo a segno una vincita dopo l’altro. Peccato che, una volta arrivato il turno del turista – perché i giocatori truffati appartengono prevalentemente a questa categoria – il “regista del gioco” metta in scena un brillante esercizio di prestidigitazione: gli oggetti verrebbero infatti spostati con tecniche di manipolazione tali da rendere impossibile qualsiasi reale possibilità di successo per il malcapitato di turno. Inoltre, non mancherebbe un “palo” che, mantenendosi in contatto telefonicamente, avviserebbe i complici dell’arrivo della polizia.

Le zone interessate e i fermi della polizia

Le indagini si sono concentrate sulle truffe nelle zone che vanno da via dei Fori Imperiali, a piazza di Trevi e piazza di Pietra, fino alla zona del Pincio. Ad essere sventate negli ultimi giorni sono state due postazioni di gioco: la prima posizionata in via delle Muratte, dove tre complici erano intenti a raggirare i turisti, mentre un palo si trovava nella vicina via del Corso. Inutile però l’avvertimento di quest’ultimo ai complici: gli agenti del I Distretto erano arrivati infatti prima dell’allarme, chiudendo il “banco” e impedendo la fuga dei truffatori. In un secondo caso, gli agenti avrebbero sventato una rapina, con sottrazione violenta di denaro dalle mani di un giocatore truffato, che cominciava ad avere dubbi sulla regolarità del gioco.

L’autore della rapina arrestato

L’autore della rapina era stato arrestato dalla Polizia dopo che non solo aveva sottratto a forza il denaro dalle mani del giocatore, ma aveva anche insistito perché quest’ultimo provasse a giocare di nuovo per recuperarlo. Una volta sopraggiunta la polizia, avrebbe restituito il denaro al diretto interessato, sperando che questo lo salvasse dall’arresto, cosa che però non era avvenuta. Eppure, solo pochi giorni dopo, lo stesso individuo era stato nuovamente intercettato mentre tentava di mettere a segno un analogo raggiro ed era stato riarrestato. La Polizia di Stato ha fatto sapere che nei suoi confronti l’autorità giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere.

FOTO: Polizia di Stato

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