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Cina, la truffa delle “torte fantasma”: pasticcerie inesistenti hanno venduto 3,6 milioni di dolci su Temu e Alibaba

22 Aprile 2026 - 14:25 Roberta Brodini
torte fantasma cina
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Il sistema che per anni ha truffato clienti e sfruttato i veri pasticceri. Alle 7 piattaforme multa da 528 milioni di dollari: è la più alta mai applicata da quando la legge sulla sicurezza alimentare cinese è stata modificata nel 2015

Tutto sembra nato nel 2025 dalla lamentela di un cliente, di nome Liu, che risiede a Pechino, insoddisfatto dell’ordine ricevuto: un torta con sopra un fiore non commestibile. A seguito della sua denuncia alle autorità, sarebbe emersa l’esistenza di una catena di pasticcerie fantasma in Cina. Solo quella coinvolta nella vendita a Liu contava quasi 400 punti vendita, e vantava più di 10.000 ordini mensili evasi. Peccato operasse senza licenze alimentari e non producesse direttamente le torte, ma le commissionasse a prezzi molto inferiori a pasticcerie reali.

Il sistema di “rivenditori fantasma”

L’agenzia di stampa cinese Xinhua riporta come, nel luglio 2025, l’Ufficio di Vigilanza del mercato del distretto di Haidian, a Pechino, avrebbe ricevuto la denuncia di un consumatore che aveva ordinato una torta di compleanno acquistata dal negozio “Sweet Love Letter Cake”. Sulla torta, invece dei tipici fiori di zucchero, ci sarebbero stati dei fiori veri, non commestibili. La loro presenza avrebbe subito allarmato il cliente, che avrebbe così contattato le autorità perché procedessero con delle verifiche. Cercando per tutta Pechino le 20 sedi fisiche riportate sul loro sito internet, le autorità si sarebbero rese conto di come, in realtà, non esistessero. Dopo un approfondimento, la triste scoperta: tutti i loro numeri di licenza commerciale erano stati falsificati. Così, sarebbe stata istituita una task force speciale con oltre 200 agenti delle forze dell’ordine provenienti da tutto il Paese per approfondire l’entità della truffa.

Pasticcerie fantasma e piattaforme conniventi

Sarebbero state 67.000 le pasticcerie fantasma e avrebbero venduto 3,6 milioni di torte in tutta la Cina. La State Administration for Market Regulation ha fatto sapere che «sette importanti piattaforme di consegna a domicilio, tra cui PDD (proprietaria di Temu), Alibaba, Douyin di ByteDance, Meituan e JD.com» sarebbero coinvolte nella vendita illegale di cibo prodotto dalle pasticcerie fantasma. Sono accusate di aver contravvenuto alla legge sulla sicurezza alimentare, alla legge sull’e-commerce e alla legge sulla tutela dei diritti dei consumatori. I “negozi fantasma” sono invece sospettati di aver trasferito illegalmente ordini e di aver falsificato licenze per attività alimentari. Dal canto loro, le sette piattaforme hanno fatto sapere di aver rimosso tutti i 67.000 “negozi fantasma” e interrotto la collaborazione con le piattaforme di inoltro degli ordini per i ristoranti.

Le indagini e la multa da record

Come riporta Xinhua, il processo investigativo non è stato facile. «Alcune piattaforme hanno deliberatamente ritardato o rifiutato di collaborare, adducendo motivazioni come “aggiornamenti di sistema” o “riservatezza dei dati”; altre hanno fornito dati frammentari o distorti nel tentativo di insabbiare i fatti». Inoltre, un agente della task force Pinduoduo ha riportato una frattura al dito indice sinistro e una contusione alla caviglia destra, perché un dipendente di un’azienda indigata aveva deliberatamente chiuso la porta. È di 3,6 miliardi di yuan (528 milioni di dollari) in totale la multa che il 17 aprile è stata comminata alle sette piattaforme che non hanno vigilato sul buon operato e sulla sicurezza alimentare online del loro sistema di vendita. Sarebbe la più alta mai applicata da quando la legge sulla sicurezza alimentare in Cina è stata modificata nel 2015.

La truffa nella truffa: la concorrenza sleale

Non solo vendita di prodotti senza che i venditori registrati sulla piattaforma esistessero, o fossero in possesso di licenze alimentari, ma anche la scoperta di una filiera che portava i “venditori fantasma” ad affidare a prezzi stracciati gli ordini che si erano aggiudicati attraverso le piattaforme, per poi pagare al ribasso i veri produttori finali. Questo è quello che emerge nel caso di un consumatore che ha pagato 252 yuan (35 dollari) per una torta da 15 centimetri, ma l’ordine è stato rivenduto silenziosamente tramite una piattaforma intermediaria dove alcuni produttori hanno offerto 100, 90 e 80 yuan per evaderlo, con l’offerta più bassa che si è aggiudicata l’ordine. Il risultato è stato che il venditore “fantasma” ha intascato quasi la metà del prezzo pagato dal consumatore, mentre la piattaforma di consegna ha trattenuto una commissione del 20%, lasciando al vero pasticcere solo il 30% dell’importo risultante della vendita.

Una lunga filiera

Ad agevolare la registrazione delle pasticcerie fantasma ci sarebbe una lunga filiera, molto esperta nella manipolazione di immagini, file e licenze. Avrebbe offerto servizi per gestire la registrazione, il caricamento delle immagini e il monitoraggio delle recensioni, ma anche la possibilità di riaprire prontamente un negozio fantasma chiuso perché non rispondente ai requisiti.

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