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Cina, la protesta di una lavoratrice: dorme 5 ore sulla scrivania e mangia la merenda del capo

14 Aprile 2026 - 08:34 Roberta Brodini
donna cinese dorme in ufficio
donna cinese dorme in ufficio
Rischia di essere licenziata la donna che ha messo in atto una singolare protesta contro l'azienda

È virale in questi giorni il video di un’impiegata cinese, abitante di Shangqiu, una città nella provincia di Henan, nella Cina centrale. La donna ha messo in atto una protesta del tutto particolare contro il suo datore di lavoro, denunciando di essere «sottopagata e sottovalutata». Per questo, ha dormito per cinque ore sulla sua scrivania.

La protesta: dormire 5 ore alla scrivania

Secondo quanto riportato sul South China Morning Post, la donna riteneva che il suo stipendio non fosse assolutamente commisurato al suo impegno e che il suo capo la maltrattasse. Avrebbe deciso così di dare un segnale inequivocabile all’azienda: dormire indisturbata e senza nascondersi sulla propria scrivania per 5 ore. Sarebbe, però, stata raggiunta dal suo capo, che le avrebbe intimato di svegliarsi minacciandola di licenziarla. La donna avrebbe così registrato un video di protesta, nel quale si sfogava dicendo: «Non me ne andrò. Gli farò capire che si ottiene ciò per cui si paga». Il riferimento è chiaramente alla sproporzione tra la sua esigua retribuzione a fronte degli sforzi profusi sul lavoro, che avrebbe riequilibrato con un bel sonnellino “retribuito”.

La barretta di cioccolato rubata e il malore del capo

A completare un quadro di per sé già compromesso, ci sarebbe stata poi l’incauta scelta della lavoratrice di sottrarre al legittimo proprietario una barretta di cioccolato per gustarsela, a coronamento di una non proprio faticosa giornata di lavoro. Peccato che lo snack appartenesse non a un collega qualunque, ma al suo capo, peraltro affetto da glicopenia (o neuroglicopenia), una carenza di glucosio a livello cellulare, in particolare nel cervello, causata solitamente da ipoglicemia. Il manager sarebbe stato quindi vittima di un mancamento, che di certo non deve averlo aiutato nel gestire con sangue freddo una situazione già piuttosto tesa.

Il pianto sui social e i commenti degli altri utenti

Certa del supporto degli altri utenti sui social, la donna avrebbe quindi diffuso un video nel quale, in lacrime, denunciava la situazione di cui era vittima e si dichiarava assolutamente non pentita della sua condotta, servita – secondo lei – a sollevare la questione relativa alla cattiva retribuzione sul posto di lavoro. Nel video ha anche dichiarato: «Il mio capo si è infuriato. Ha detto che volevo ucciderlo. Mi ha dato un avvertimento, minacciando di licenziarmi». Non ha però raccolto il consenso e il supporto sperati: in diversi utenti hanno criticato il suo comportamento, stupendosi persino per una volta di dover prendere le parti di un datore di lavoro.

La protesta del pigiama in ufficio

Le proteste originali dei lavoratori cinesi non sono solo una storia recente. Nei mesi scorsi aveva fatto sorridere un trend virale diffuso su Weibo (la versione cinese di X) e su Xiaohongshu (una sorta di Instagram cinese), nato dopo che un’utente, di nome Kendou S, aveva pubblicato su Douyin (il TikTok cinese), un video in cui mostrava con orgoglio il suo terrificante outfit da lavoro. Ne era nato un vero e proprio movimento, con adepti da tutta la Cina che si ribellavano ai commenti sprezzanti e alle richieste dei loro capi di indossare abiti più decorosi in ufficio, al grido di: «Voglio indossare solo quello che voglio». Così, al posto di tailleur, spopolavano foto di pantaloni della tuta, felpe con cappuccio e pigiami. Questi ultimi, non del tutto fuori luogo: è noto infatti come, in Cina, sia concesso ai dipendenti da tempo schiacciare un pisolino alla scrivania durante la pausa pranzo. Una misura che nasconde però i ritmi stressantissimi ai quali i lavoratori sono sottoposti e che li costringono spesso a fare le ore piccole per rispettare le scadenze e competere con la concorrenza. Per questo motivo, alcuni di loro scelgono di vivere direttamente in ufficio durante la settimana lavorativa per evitare gli spostamenti, che possono limitare le ore di riposo.

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