«Il cambiamento climatico è responsabile del caldo record in Europa»

Il cambiamento climatico è responsabile «inequivocabilmente» dell’ondata di calore che ha colpito l’Europa occidentale. Il caldo record è un evento che sarebbe stato praticamente impossibile 50 anni fa. A dirlo è un gruppo di scienziati del World Weather Attribution (WWA) in uno studio pubblicato oggi 26 giugno e ripreso dall’agenzia France Presse. Le temperature altissime registrate sia di giorno che di notte sarebbero state «praticamente impossibili» in questo periodo nel 1976, anno anch’esso caratterizzato da un’eccezionale ondata di calore, concludono i ricercatori. Che studiano il ruolo del cambiamento climatico di origine antropica negli eventi meteorologici estremi.
Il confronto con il 1976
Un’ondata di calore simile, se si fosse verificata allora, avrebbe comportato temperature diurne inferiori di 3,5°C e notturne inferiori di 2,4°C, hanno calcolato. «Abbiamo concluso che negli ultimi 50 anni, durante i quali il pianeta si è riscaldato di 1,1°C, la probabilità di un’ondata di calore come questa è cambiata enormemente», ha sottolineato Theodore Keeping dell’Imperial College di Londra, uno degli autori. «Questo evento non sarebbe stato possibile a giugno senza il cambiamento climatico», ha affermato in modo ancora più esplicito durante una conferenza stampa. L’Europa occidentale sta vivendo temperature estreme da oltre una settimana, conseguenza di un’enorme massa d’aria calda proveniente dall’Africa, compressa dall’alta pressione in quota, sull’Europa occidentale.
Il fenomeno e le temperature
«Il fenomeno meteorologico in sé non è particolarmente insolito, ma le temperature lo sono, o almeno lo erano prima del cambiamento climatico indotto dall’uomo», ha commentato Friederike Otto dell’Imperial College di Londra. Il cambiamento climatico indotto dall’uomo deriva dall’uso massiccio di combustibili fossili – carbone, petrolio e gas – e, in misura minore, dalla deforestazione. Per il loro studio, gli scienziati di diversi paesi europei hanno confrontato i dati attuali delle osservazioni meteorologiche – così come le previsioni per i prossimi giorni, dato che l’ondata di calore è ancora in corso – con i dati del 2003 e del 1976.
Ti potrebbe interessare
- Londra, un summit sul caldo estremo è stato annullato a causa del caldo estremo: «A rischio il benessere degli ospiti»
- A Parigi si cucina sui tetti e si dorme nelle piscine gonfiabili: così i francesi affrontano il caldo record
- Caldo, in Italia solo il 56% delle famiglie ha l’aria condizionata in casa
Le notti calde
Il lavoro, pubblicato molto rapidamente, non è stato sottoposto a pair review, come avviene normalmente per le pubblicazioni scientifiche. Ma la metodologia utilizzata è già stata validata dalla comunità scientifica, sottolineano gli autori. In termini di probabilità, le notti calde sono diventate circa 100 volte più probabili oggi rispetto alla storica ondata di calore del 2003. I picchi di calore diurni sono diventati circa 10 volte più probabili. I ricercatori hanno anche escluso qualsiasi responsabilità per il fenomeno El Niño, che innalza le temperature superficiali nel Pacifico equatoriale centrale e orientale portando a episodi di siccità, inondazioni e temperature record in tutto il mondo. Non ha avuto «alcun ruolo» nell’ondata di calore.
Lo stress da calore
Lo «stress da calore», che combina alte temperature e livelli di umidità, rende questa ondata di calore “particolarmente spiacevole e pericolosa”, osserva Friederike Otto. Secondo lo studio, quasi il 45% delle 854 città analizzate in 30 paesi europei ha già battuto, o sta per battere, i propri record storici di stress da calore. La conclusione si riferisce a un indice di temperatura (noto come “termometro a globo umido” o WBGT) che tiene conto non solo della temperatura ma anche dell’umidità, dell’insolazione e della copertura nuvolosa. È ampiamente utilizzato nel mondo dello sport.

