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«Questo caldo è normale in estate», invece no: perché il clima è peggiorato negli anni e i record sono sempre più frequenti

29 Giugno 2026 - 13:49 Anna Clarissa Mendi
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La fisica Gabriella Greison smonta sul Corriere della Sera i luogni comuni: «Non è il record di oggi a raccontare qualcosa, è il fatto che i record arrivino sempre più spesso»
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«È normale che faccia così caldo, è estate». Oppure: «Anche trent’anni fa c’erano le ondate di calore». Sono frasi che tornano puntualmente a ogni estate particolarmente torrida, come quella di quest’anno. Ma partono da un presupposto sbagliato: confondono il «tempo atmosferico» con il «clima», due concetti profondamente diversi. A spiegarne il motivo è la fisica e divulgatrice Gabriella Greison, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera. È vero che anche decenni fa si registravano estati torride e giornate da record. Ciò che è cambiato, però, sottolinea Greison, non è il fatto che il caldo esista, bensì la frequenza, l’intensità e la durata degli eventi estremi. Il punto, osserva, non è il singolo episodio, ma il comportamento complessivo del sistema climatico.

Che cos’è il clima secondo la fisica

La fisica ricorda infatti che il clima è un sistema complesso, nel quale atmosfera, oceani, ghiacci, vegetazione e correnti interagiscono continuamente. Per questo motivo non basta confrontare una giornata particolarmente calda di oggi con una di quarant’anni fa per stabilire che «non c’è nulla di nuovo». Secondo la divulgatrice, sarebbe come cercare di capire l’andamento della Borsa osservando una sola azione o il traffico di una città guardando un’unica automobile.

Cosa cambia

L’aumento della temperatura media del pianeta, sottolinea Greison, modifica infatti la distribuzione degli eventi estremi. Anche un incremento apparentemente contenuto può aumentare in modo significativo la probabilità che si verifichino ondate di calore eccezionali, siccità prolungate o precipitazioni intense. In altre parole, non cambia soltanto il valore medio delle temperature, ma il modo in cui il sistema si comporta.

I meccanismi di retroazione 

A rendere il fenomeno ancora più complesso intervengono poi i cosiddetti meccanismi di retroazione. Un terreno più caldo tende a perdere umidità, evapora meno acqua e quindi disperde meno calore, favorendo un ulteriore aumento delle temperature. Processi simili coinvolgono anche le correnti atmosferiche e la persistenza degli anticicloni, contribuendo ad amplificare gli effetti del riscaldamento.

Per questo, conclude Greison, limitarsi ad affermare che «anche una volta faceva caldo» significa osservare un singolo episodio senza considerare l’evoluzione dell’intero sistema climatico. La questione centrale, spiega, non è soltanto quanti gradi segni il termometro, ma quanta energia in più il pianeta stia trattenendo rispetto al passato. Ed è proprio questo accumulo di energia, secondo la fisica, a spiegare perché gli eventi estremi siano sempre più frequenti e intensi.

Foto copertina: ANSA/WOJTEK JARGILO