Soldati russi addestrati in Cina per la guerra chimica, la Germania convoca l’ambasciatore: «Così Pechino ci minaccia»

La Cina ha addestrato soldati russi per nuove tecniche di guerra da impiegare in Ucraina? Ne è convinto il governo tedesco, che oggi ha deciso di convocare d’urgenza l’ambasciatore di Pechino Deng Hongbo per trasmettere tutta la sua rabbia per quella collaborazione militare. «Qualsiasi cosa aiuti la Russia a continuare la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina minaccia anche la nostra sicurezza», ha detto una fonte del ministero degli Esteri di Berlino: «Pertanto il sostegno determinante e crescente della Cina alla brutale guerra d’aggressione russa impatta direttamente la nostra sicurezza». Una presa di posizione di durezza senza precedenti verso quello che è anche un partner commerciale di primaria importanza per la Germania, con un interscambio di beni e servizi valutato in oltre 250 miliardi di euro. La notizia della convocazione dell’ambasciatore Hongbo era stata anticipata da Der Spiegel.
L’inchiesta della Reuters e la rabbia di Berlino
Soltanto due giorni fa un’inchiesta di Reuters aveva riacceso il faro sui risvolti pratici segreti della cooperazione militare russo-cinese. Nell’agosto 2025 in particolare il ministro della Difesa russo Andrei Belousov avrebbe varato con un decreto una serie di missioni di addestramento in Cina per le truppe russe. A novembre 2025 sarebbero stati formati presso centri dell’esercito cinese circa 200 soldati russi di vario livello, almeno una parte dei quali poi inviati al fronte ucraino. Tra i vari “corsi di formazione” forniti dalla Cina uno della durata di tre settimane avrebbe riguardato in particolare le tecniche di guerra radiologica, chimica e biologica – un dettaglio particolarmente inquietante per l’Europa. Mosca e Pechino ufficialmente hanno negato tutto, ma il governo tedesco – e verosimilmente anche quelli europei – considera con ogni evidenza le ricostruzioni più che attendibili. E ora ne ha chiesto conto alla Cina.
In copertina: Vladimir Putin e Xi Jinping sfilano di fronte alla guarda d’onore – Pechino, 20 maggio 2026 (Ansa/Epa – Maxim Shemetov)

