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Fentanyl rubato dall’ospedale israelitico di Roma, l’allarme dell’esperto: «Se quelle fiale finiscono sul mercato fanno una strage»

03 Luglio 2026 - 18:19 Cecilia Dardana
fentanyl
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Il responsabile della Comunità Incontro, Giampaolo Nicolasi, avverte sulla micidiale potenza dell'oppioide, cento volte superiore all'eroina: «Chi lo usa non fa in tempo a capire che si sente male»
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«Se le 80 fiale di Fentanyl rubate a Roma dovessero arrivare sul mercato si rischierebbe una strage». È l’avvertimento di Giampaolo Nicolasi, responsabile della Comunità Incontro di Amelia, interpellato dall’Ansa dopo il furto del potente oppioide sintetico avvenuto all’ospedale Israelitico della Capitale. I flaconi, svaniti da una cassaforte senza segni di effrazione in quello che si ipotizza essere un colpo su commissione, rischiano ora di alimentare il mercato nero della droga con effetti potenzialmente letali.

Un impatto cento volte superiore all’eroina

Il timore principale degli operatori del settore è legato alla devastante potenza della sostanza, normalmente utilizzata nelle strutture sanitarie per la terapia del dolore, ma letale anche a bassissime dosi se assunta al di fuori del controllo medico. Nicolasi ha spiegato che l’effetto anche di una minima quantità di Fentanyl «può essere cento volte superiore all’eroina». La rapidità dell’effetto sul sistema nervoso non lascia quasi mai margine di intervento ai consumatori, esponendoli a un rischio di overdose immediato. «Il Fentanyl è un oppiaceo che può essere assimilato all’eroina ma è moltissimo più forte. Chi lo usa non fa nemmeno in tempo accorgersi che si sente male. Le ragazze e i ragazzi che sono nelle comunità sono al sicuro ma chi è fuori deve usare la massima cautela».

La rete di allerta nazionale

Nonostante la gravità dell’episodio registrato a Roma, l’esperto ha ricordato che l’Italia ha già strutturato da tempo una barriera difensiva per intercettare la diffusione degli oppioidi sintetici prima che la situazione possa degenerare come avvenuto oltreoceano. «Di Fentanyl si parla in Italia da quando negli Usa provocò 80 mila morti. Il Dipartimento antidroga presso la Presidenza del Consiglio presieduto da Alfredo Mantovano ha quindi realizzato un sistema di allerta che coinvolge tutti i sistemi sanitari del Paese, dai Sert ai pronto soccorso. Una rete per intercettare il Fentanyl se dovesse arrivare in Italia e quindi per evitarne la diffusione»

A Terni tre morti per overdose in una settimana

Nicolasi ha inoltre sottolineato che gli stessi servizi sanitari «dispongono di un protocollo per trattare farmacologicamente chi ne dovesse fare uso». Tuttavia, la pressione dello spaccio sul territorio resta drammaticamente alta, spingendo la Comunità Incontro a chiedere un ulteriore sforzo sul piano dell’educazione e del contrasto alle dipendenze. Secondo il responsabile della comunità, infatti, «serve alzare il livello di prevenzione contro ogni tipo di droga», una necessità confermata purtroppo dalle recenti cronache locali: «Basta pensare a Terni, una città martoriata dove ci sono stati tre morti per overdose in una settimana».

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