Trump celebra il 4 luglio: «Identità Usa sotto attacco, non saremo mai un Paese comunista». Salta la parata a Washington a causa del caldo – Il video

Donald Trump ha proclamato, come presidente Usa e in virtù dell’autorità conferitagli da Costituzione e leggi degli Stati Uniti, «il 4 luglio 2026 quale 250esimo anniversario dell’adozione della Dichiarazione d’Indipendenza», esortando tutti gli americani «a celebrare con orgoglio questa giornata, con tutte le cerimonie del caso, per onorare la gloriosa eredità, la storia e i risultati della nostra amata Repubblica». Nel proclama, firmato prima della partenza per il Mount Rushmore, in South Dakota, il tycoon ha ricordato che «250 anni fa, i Padri Fondatori della nostra grande Repubblica si riunirono a Philadelphia per compiere un destino voluto da Dio: la libertà e l’indipendenza degli Stati Uniti d’America. Cinquantasei uomini – in rappresentanza di schiere di patrioti amanti della libertà sparsi tra le 13 Colonie – impegnarono la propria vita, i propri beni e il proprio sacro onore per firmare un leggendario documento di libertà e proclamare la promessa dell’America: che tutti gli uomini sono creati uguali e possiedono il diritto sovrano alla Vita, alla Libertà e al perseguimento della Felicità».
Il «pericolo comunismo» che minaccia «l’identità americana»
Ma ciò che, secondo il presidente americano, rappresenta la principale minaccia per gli Stati Uniti nel 250esimo anniversario è il comunismo. «La nostra identità è sotto un nuovo attacco di radicali ed estremisti interni» e, per questo, «possiamo perdere le elezioni di metà mandato solo se ci comportiamo da stupidi», ha detto. «Il Partito comunista è composto da immigrati clandestini, criminali e da chiunque non debba lavorare. Il comunismo è un fallimento. Lo è sempre stato e lo è tuttora. È un fallimento totale. Guardate le persone che lo promuovono. Alla vigilia di questo 250esimo anniversario della libertà americana, dichiariamo e giuriamo che l’America non sarà mai un Paese comunista», ha aggiunto.
A una generazione di distanza dalla Guerra Fredda, «vinta contro la minaccia del comunismo», gli Stati Uniti assistono oggi, secondo il presidente americano, a una sua nuova recrudescenza sul proprio territorio, alimentata anche da chi è appena arrivato nel Paese e, a suo dire, abbraccia idee «diametralmente opposte» allo stile di vita americano. Non si tratterebbe, ha spiegato, di semplici divergenze politiche su tasse o regolamenti: il comunismo sarebbe «una minaccia mortale per la libertà americana» e «la più grave mai affrontata dal Paese», superiore persino a conflitti come la Prima e la Seconda guerra mondiale, Pearl Harbor e l’11 settembre.
Per il presidente, infatti, il comunismo è «nemico dei popoli liberi ovunque», della Costituzione e dello stesso 4 luglio 1776. Mentre, ha aggiunto, alcuni «attaccano la storia americana», trascurerebbero le conseguenze del comunismo, un sistema che avrebbe provocato nel secolo scorso «100 milioni di morti». Si tratterebbe, ha proseguito, di un’ideologia «senza Dio», fondata su «controllo, menzogne e violenza», incompatibile con una democrazia perché destinata, una volta al potere, a distruggerla. «Si può essere leali a Karl Marx o all’America, comunisti o patrioti: non entrambe le cose», ha concluso Trump.
Trump vows to vanquish communism and to send communists into exile. pic.twitter.com/92COf1mTci
— Acyn (@Acyn) July 4, 2026
Cancellata la parata a Washington per il caldo estremo
Nel frattempo, la parata di Washington per il Giorno dell’Indipendenza è stata cancellata a causa del caldo estremo, ultimo evento a subire le conseguenze di una torrida «cupola di calore» che continua a stazionare sulla parte orientale del Paese. Il National Weather Service ha emesso un’allerta per caldo estremo nell’area di Washington, prevedendo indici di calore tra i 43 e i 46 gradi, secondo una degli organizzatori diffusa nella tarda serata di venerdì. La parata era prevista per le 10:30 (16:30 in Italia) del 4 luglio, giorno dei 250 anni dell’indipendenza degli Stati Uniti. «La decisione è stata adottata dopo una attenta e approfondita valutazione, mettendo al primo posto la sicurezza di partecipanti, spettatori e personale», si legge nella nota. Atteso in serata, il discorso di Trump al Nationale Mall, nella capitale americana.
Foto copertina: ANSA/AARON SCHWARTZ | Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump arriva alla Casa Bianca a Washington, DC, USA, il 26 giugno 2026

