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Dai conti condominiali spariscono i soldi, amministratrice condannata a risarcire quasi 200mila euro

06 Luglio 2026 - 19:10 Francesca Milano
amministratore condominio
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Il caso è avvenuto a Bolzano: i condòmini scoprono un buco nella documentazione contabile. E vincono in tribunale
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La svolta era arrivata durante un’assemblea straordinaria, il 31 agosto 2024. Davanti ai consiglieri del condominio, l’amministratrice aveva ammesso l’esistenza di ammanchi sul conto corrente e di mancati pagamenti ai fornitori, assumendosi – secondo quanto ricostruisce il Tribunale di Bolzano – «la responsabilità della situazione» e promettendo il ripristino delle somme dovute. Da quel momento era partita la verifica sui conti, affidata al nuovo amministratore. E la ricostruzione contabile ha portato alla scoperta di quasi 193mila euro di uscite non giustificate.

Con sentenza del 17 giugno 2026, la giudice Cristina Longhi ha quindi condannato un’ex amministratrice di condominio a pagare 192.670,70 euro a titolo di restituzione, oltre ad altri 22.449,56 euro per i danni e i maggiori costi provocati dalla gestione contestata. La donna aveva amministrato lo stabile dal 2013 al 31 agosto 2024.

L’accusa del condominio sui prelievi dell’amministratrice

Secondo il condominio, dall’esame degli estratti conto originali e della documentazione contabile era emerso «un rilevante numero di movimentazioni prive di giustificazione contabile», consistite in «prelievi, assegni, bonifici verso il conto della convenuta o verso conti di altri condomini dalla stessa amministrati».

Per il Tribunale, la domanda del condominio era «fondata e merita accoglimento». La documentazione prodotta – si legge infatti nella sentenza – offre «un quadro convergente e sufficientemente univoco in ordine alla sussistenza di gravi irregolarità gestorie e di indebite distrazioni di somme dal patrimonio condominiale».

Gli obblighi di un amministratore di condominio

La giudice richiama anche gli obblighi dell’amministratore di condominio, tenuto a gestire le somme ricevute dai condomini e destinate ai creditori «secondo criteri di correttezza, trasparenza e puntuale rendicontazione». Proprio la «mancanza di giustificazione delle uscite dal conto corrente condominiale», insieme all’utilizzo delle somme «per finalità estranee o comunque non documentate», integra per il Tribunale una «violazione grave degli obblighi inerenti all’incarico» e fa scattare l’obbligo di restituzione.

Chi paga per le conseguenze della mala gestione

Non solo. Il condominio aveva chiesto anche il ristoro dei costi sostenuti per fronteggiare le conseguenze della gestione contestata: interessi moratori, spese di recupero, spese legali e oneri necessari per ricostruire la contabilità. Anche questa richiesta è stata accolta. Per il Tribunale, si tratta di pregiudizi che sono «conseguenza immediata e diretta della condotta accertata» e che devono quindi essere posti a carico dell’ex amministratrice.

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