Dai verbali delle assemblee alla segnalazione dei guasti, così l’AI entra in condominio (ma non sostituirà l’amministratore)

Oggi abbiamo un’applicazione per le multe, una per la banca e addirittura una per wifi, luce e gas. «Nel condominio, invece, se vuoi capire se hai pagato una rata condominiale devi aprire il tuo estratto conto e fare il controllo manualmente. Spesso dagli amministratori non si riesce neppure ad avere informazioni basilari o a ricevere una risposta in tempi ragionevoli», racconta Alessia Cacaveri, co-founder di Dommio, una delle imprenditrici che stanno cercando di portare l’innovazione in un settore «rimasto praticamente identico per 30 o 40 anni».
Mentre il condominio restava sempre uguale a se stesso, fuori tutto veniva digitalizzato. Eppure in Italia i condomìni rappresentano la stragrande maggioranza delle abitazioni: il 75% delle famiglie, circa 45 milioni di persone, vive in condominio. E più della metà – secondo un’indagine di Changes Unipol-Ipsos – non è soddisfatta del proprio amministratore. Nelle grandi città il rapporto è ancora più complicato, l’insoddisfazione raggiunge il 64% a Roma e il 56% a Milano. Il problema, però, non è legato ai singoli professionisti.
Tra assemblee infinite e gruppi WhatsApp
Sarà capitato a quasi tutti di avere un problema nel condominio come una perdita in cantina o l’ascensore fermo da giorni e l’amministratore non risponde né alle mail né al telefono. Oppure l’assemblea condominiale, fissata alle 19.30 in un seminterrato, con i vicini che si accusano a vicenda. Sintomo di un settore ancora fortemente analogico dove le comunicazioni passano da telefonate o gruppi WhatsApp. Il tema che lascia più insoddisfatti i condomini, oggi, è proprio la mancanza di trasparenza. Questo perché il rapporto tra amministratori e residenti è spesso costruito su un forte squilibrio informativo.
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«Il condominio è il luogo dove vivi, dove hai la tua casa, quindi una dimensione estremamente personale», spiega Cacaveri. «Non riuscire ad avere informazioni chiare su quello che succede crea un’enorme frustrazione». Per questo si stanno sviluppando nuove tecnologie che sfruttano l’intelligenza artificiale per aiutare gli amministratori e i condòmini. L’idea non è sostituire l’amministratore ma togliere di mezzo il lavoro ripetitivo per avere più tempo da dedicare alle relazioni umane. «La tecnologia non elimina l’elemento umano», racconta Cacaveri, «lo libera».
Le startup che vogliono cambiare la gestione dei condomini
Dommio, nata a fine 2025, prova a unire amministrazione e tecnologia. Non vende software, ma propone amministratori che grazie all’automazione e intelligenza artificiale siano più liberi di gestire le esigenze dei condomini. Grazie alla loro applicazione ogni condomino può accedere a una piattaforma dove controlla pagamenti, verbali, documenti e persino prenotare una chiamata con l’amministratore scegliendo l’orario disponibile. «Sembra banale», racconta Cacaveri, «ma oggi spesso devi fare dieci telefonate, trovare la segreteria, aspettare di essere richiamato. Noi abbiamo semplicemente messo un pulsante per prenotare la chiamata».
Se Dommio prova a reinventare direttamente la figura dell’amministratore, Comunicasa lavora invece sul dare strumenti digitali agli amministratori già esistenti. Le richieste dei condomini vengono trasformate automaticamente in ticket e inoltrate allo studio. «Il nostro obiettivo è dare all’amministratore la possibilità di lavorare senza continue interruzioni», spiega Giulia Romano, Marketing Manager di Comunicasa a Open, «e allo stesso tempo dare al condomino la sensazione di essere ascoltato immediatamente».
Anche VeryFastPeople sta lavorando alla trasformazione digitale del settore. La società, nata nel 2006, «oggi supporta quasi 60mila condomini attivi in tutta Italia», come racconta Emanuela Comerio, Marcom Manager presso VeryFastPeople. Nel tempo l’azienda ha sviluppato un sistema integrato di servizi che va dalla fornitura energetica per gli spazi comuni fino alle coperture assicurative. Tra questi ci sono sistemi basati su AI e sensori IoT per monitorare consumi energetici e individuare guasti prima che diventino emergenze.
La situazione in Europa
Il confronto con altri Paesi europei mostra quanto il modello italiano sia particolare. In Francia il mercato è dominato da grandi gruppi che gestiscono i condomini e che quindi sono meno frammentati e più strutturati. In Germania invece la gestione condominiale è già fortemente digitalizzata con piattaforme online, ticket automatici e comunicazioni strutturate fanno parte della normalità. «Il gruppo WhatsApp del condominio in Germania sarebbe impensabile», racconta Giulia. «Anche solo per una questione culturale e di privacy». In Italia invece il settore resta estremamente frammentato con tanti piccoli amministratori, software diversi, processi non standardizzati e un forte rapporto personale con i condomini. «Molti amministratori fanno ancora questo lavoro come secondo mestiere», spiega Giulia Romano. E per chi non ha mai usato un CRM o un sistema di ticketing bisogna partire davvero dalle basi. Per questo che molte startup del settore stanno cercando di semplificare il più possibile gli strumenti. Non solo app e piattaforme, ma automazioni invisibili come segreterie AI o trascrizioni automatiche delle riunione di condomino. Alla domanda sulla difficoltà di insegnare ai più anziani a usare l’applicazione Giulia Romano risponde che, almeno secondo i dati raccolti da Comunicasa, gli utenti più anziani non sembrano essere un ostacolo alla digitalizzazione, anzi. «Sono spesso quelli che usano di più l’app», conclude Giulia.

