Il tempo libero? È il quarto luogo dell’educazione: così a Vienna arte, sport e musica diventano bene comune – Il video
«Grazie a Hobby Lobby ho imparato che vado bene esattamente così come sono. Qui mi sento libera, ma anche motivata a imparare cose nuove». La scuola e la famiglia non sono gli unici luoghi in cui si cresce e ci si forma: il tempo libero, le passioni, le relazioni e la possibilità di sperimentare senza la paura di sbagliare giocano un ruolo fondamentale. È da questa convinzione che nel 2019 è nata Hobby Lobby, un’organizzazione con sede a Vienna che offre gratuitamente corsi settimanali di sport, arte, teatro, musica, lingue straniere e attività creative a bambini e adolescenti. L’idea è semplice: garantire a tutti l’accesso a opportunità che, sempre più spesso, sono riservate esclusivamente a chi può permettersele economicamente. Perché se la scuola è un luogo di apprendimento fondamentale, ciò che accade dopo il suono della campanella può fare la differenza nella costruzione della propria identità.
«Il 70% delle nostre conoscenze e competenze le apprendiamo fuori dalla scuola e dalle istituzioni educative», spiega Rosa Bergmann, fondatrice e direttrice di Hobby Lobby. «Dalla famiglia, dagli amici e nel tempo libero. Per questo il tempo libero è il quarto luogo dell’educazione. Se non riusciamo a intercettare i giovani lì, saranno altre cose a farlo».

Le disuguaglianze nascono fuori dalla scuola
Hobby Lobby nasce dall’esperienza diretta di Rosa Bergmann, insegnante di professione, che lavorando nelle scuole austriache si era resa conto di come le disuguaglianze educative non si costruiscano esclusivamente all’interno delle aule, ma al contrario molto spesso emergano «proprio quando suona la campanella e i ragazzi tornano alle loro vite quotidiane». Mentre alcuni bambini possono contare su attività sportive, corsi di musica, laboratori creativi e reti sociali solide, altri non hanno accesso ad alcuna opportunità extrascolastica, sia per ragioni economiche sia per la mancanza di un’offerta accessibile nei quartieri in cui vivono.
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Il progetto è nato a Favoriten, il decimo distretto di Vienna, una delle aree più multiculturali della città, caratterizzata da una forte presenza di famiglie con un background migratorio. L’obiettivo era costruire uno spazio facilmente raggiungibile in cui bambini e adolescenti potessero sperimentare nuove attività senza che il costo rappresentasse un ostacolo. Dal 2019 Hobby Lobby è cresciuta rapidamente: ha offerto oltre 1.200 corsi, garantito più di 200mila ore di attività e messo a disposizione circa 17mila posti gratuiti per bambini e adolescenti. Nel 2023 il progetto ha già ricevuto un primo finanziamento da UniCredit Foundation tramite la Call for Education, seguito nel 2024 da un ulteriore e più consistente grant attraverso EduFund, che ha sostenuto l’espansione del progetto oltre i confini austriaci, arrivando anche in Germania e Romania.

Sperimentare senza paura di sbagliare
Il funzionamento di Hobby Lobby è volutamente semplice: ogni settimana bambini e adolescenti possono partecipare gratuitamente a diverse attività educative, scegliendo liberamente cosa sperimentare, senza l’obbligo di seguire un percorso prestabilito. «È importante che i bambini possano mettersi alla prova, che i giovani possano sperimentare cose diverse e sviluppare le proprie capacità spinti dalla curiosità», racconta Kaya, volontaria e istruttrice di sport da combattimento, che una volta a settimana segue un gruppo di venti ragazzi tra gli 8 e i 15 anni. Per lei lo sport non è soltanto un’attività fisica, ma uno strumento educativo attraverso cui imparare a comunicare, a costruire fiducia in se stessi e a comprendere il valore della costanza. «Si impara a tenere duro e a capire che ne vale la pena, perché i risultati arrivano».
Il Junior Programm
L’idea alla base di Hobby Lobby è che l’educazione non debba essere un processo a senso unico: per questo, due anni dopo la nascita del progetto, è stato introdotto il Junior Programm. Si tratta di un percorso rivolto agli adolescenti dai 14 anni in su che permette loro di assumere un ruolo attivo all’interno dell’organizzazione e di diventare, gradualmente, punti di riferimento per i più piccoli. I ragazzi che hanno affrontato le attività possono scegliere di affiancare gli istruttori nei corsi, mettendo a disposizione le competenze acquisite e sperimentando una nuova forma di responsabilità.
Tra loro c’è Saskia, 14 anni, che frequenta Hobby Lobby da quasi quattro anni. Ha iniziato con un corso di danza, per poi avvicinarsi al teatro e alla boxe. Oggi, invece, si trova dall’altra parte della palestra, nel ruolo di Junior Trainer. «La cosa più bella è vedere tutto da un’altra prospettiva: quella di chi insegna e non solo di chi impara», racconta. Per lei il progetto ha rappresentato anche un importante percorso di crescita personale. «Prima ero davvero timida e non parlavo quasi mai, soprattutto quando mi trovavo in posti nuovi o con persone che non conoscevo». Grazie alle attività svolte in questi anni, però, racconta di aver acquisito maggiore sicurezza: «Ora riesco a parlare molto più liberamente e questo mi ha aiutato tantissimo».
Un mondo senza Hobby Lobby
Il futuro che Rosa Bergmann immagina per Hobby Lobby è, in un certo senso, un paradosso: un mondo in cui un’organizzazione come questa «non sia più necessaria», in cui il concetto stesso di rieducazione venga ridefinito. La possibilità di praticare uno sport, frequentare un laboratorio artistico o musicale, incontrare coetanei con cui condividere i propri interessi e sperimentare nuove attività sono esperienze che incidono profondamente sul percorso di crescita dei più giovani, offrendo occasioni di confronto, strumenti per esprimersi e luoghi in cui sviluppare il senso di appartenenza a una comunità. Il traguardo verrà raggiunto, racconta Rosa a Open, «quando saremo in grado di riconoscere che l’educazione non si esaurisce tra i banchi o in famiglia, e che il tempo libero non è un semplice intervallo tra un impegno e l’altro, bensì un vero e proprio spazio di crescita: “il quarto luogo dell’educazione”».
Crediti
Autrice: Chiara Pancari
Riprese: Matteo Keffer
Montaggio: Vincenzo Monaco
Produzione: Chiara Giudici

