Eredità Valentino: così ville e opere d’arte dello stilista saranno vendute per aiutare animali e persone in difficoltà

Se all’inizio c’erano dubbi su chi sarebbe stato l’erede del patrimonio dello stilista Valentino Garavani, ora è chiaro che la vera erede sarà la fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Ma cosa succederà a tutti i suoi beni che, secondo le stime non ufficiali, potrebbero rappresentare un patrimonio miliardario? Secondo quanto riportato da Repubblica, tutti i beni che Valentino non ha assegnato direttamente attraverso i legati saranno progressivamente venduti per finanziare con i ricavi la fondazione stessa e aiutarla a continuare a svolgere iniziative sociali e filantropiche. L’obiettivo sarebbe quindi quello di finanziare attività che vanno dalla promozione dell’arte, al benessere delle persone più bisognose e degli animali.
La vendita dei beni per finanziare la fondazione
Le somme ricavate dalle vendite andranno alla fondazione che potrà utilizzate esclusivamente per iniziative senza scopo di lucro. A confermarlo è stato Ronald Feijen, storico consulente dello stilista e uno dei tre esecutori testamentari insieme a Giancarlo Giammetti e all’avvocato Marc Bonnant. «Ogni bene del patrimonio di Valentino che non è oggetto di legato verrà progressivamente venduto. I proventi così raccolti saranno depositati nei conti della fondazione e destinati a finanziare opere benefiche», spiega Feijen. L’operazione richiederà del tempo perché è ancora in corso la ricognizione del patrimonio, una valutazione che secondo le stime dovrebbe concludersi entro la metà del 2027.
Ad amministrare la fondazione saranno sei persone che hanno accompagnato Valentino negli ultimi anni: Giancarlo Giammetti, Ronald Feijen, Marc Bonnant, Grégoire Bordier, Matteo Pedrazzini e Peter Andreas Eugen Goop. Saranno loro a scegliere quali progetti da finanziare con il patrimonio dello stilista.
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Ville, yacht e opere d’arte
Tra gli elementi più prestigiosi dell’eredità figurano alcune proprietà iconiche in diverse parti del mondo. Tra queste c’è Villa Letizia, la grande residenza sull’Appia Antica a Roma circondata da un enorme parco, la stessa dove nel 2007, Valentino annunciò il suo ritiro dalle passerelle. C’è poi il Castello di Wideville vicino a Parigi, l’attico londinese nel quartiere di Knightsbridge e la penthouse a New York vista Central park. A questi si aggiunge il TM Blue One, il grande yacht le cui iniziali richiamano i nomi dei genitori dello stilista.
A completare questo patrimonio, infine, una collezione d’arte con opere di artisti come Francis Bacon, Pablo Picasso, Andy Warhol e Damien Hirst. Anche queste saranno cedute, con l’obiettivo di massimizzarne il valore prima della vendita.
La passione per il bello e la fondazione
La scelta di affidare il patrimonio alla fondazione riflette una filosofia che Valentino ha seguito per tutta la vita e che si riflette anche nel motto della sua fondazione «beauty creates beauty», ovvero il bello crea il bello. Questa volontà culmina nel 2016 con la creazione di una fondazione, insieme al suo amico Giancarlo Giammetti, con l’obiettivo di promuovere iniziative dedicate all’educazione e al sostegno dei giovani talenti, alla valorizzazione artistica e culturale e a progetti sociali. La vocazione sociale a 360 gradi della fondazione si era già manifestata durante la pandemia di Covid-19, quando aveva destinato circa un milione di euro a un ospedale di Roma.
La fondazione, non avendo attività commerciali né altre fonti di reddito, continuerà ad operare solo fino a quando disporrà delle risorse economiche lasciate da Valentino. Però, come rassicura Feijen, «nulla è per sempre, ma la consistenza del patrimonio è tale da poter prevedere che ci sarà spazio per finanziare tantissimi progetti degni di nota».
L’amore per gli animali
Tra le cause più care a Valentino c’è sempre stata anche la tutela degli animali. Lo stilista ha vissuto per tutta la vita circondato dai suoi amati carlini, che hanno influenzato anche il suo lavoro creativo. Ha, per esempio, dato il nome di uno dei suoi carlini preferiti a una linea di vestiti per ragazzi. Ma il suo amore per gli animali è stato dimostrato anche nelle azioni. È stato il primo marchio di lusso a eliminare l’uso della lana di alpaca, poi vietando anche pelliccia e angora. Per questi motivi, la fondazione dovrà destinare parte delle risorse anche alla protezione degli animali e alla salvaguardia dell’ambiente.
I legati restano invece riservati
Resta invece ancora coperto dal mistero cosa succederà alla parte del testamento dedicata ai legati. Feijen ha spiegato che è stata una precisa volontà dello stilista mantenere privata l’identità dei beneficiari e i beni a loro destinati. Nei giorni scorsi erano comunque emersi, tra gli altri, i nomi dell’ex compagno Vernon Bruce Hoeksema, di Giancarlo Giammetti, del nipote Piero Villani e dello storico collaboratore Carlos Souza e della sua famiglia.

