Telefonata Trump-Netanyahu, le richieste di Israele sulle «zone cuscinetto». Katz minaccia: «Pronti ad attaccare una terza volta se serve»

Donald Trump, dal summit Nato di Ankara, ha detto lapidario che «la tregua è finita», definendo gli iraniani «feccia» e minacciando di colpirli «dieci volte più duramente». Il ministro Abbas Araghchi ha risposto che l’Iran non replica alla volgarità con altra volgarità, ma con i fatti. Da Teheran arrivano anche l’avvertimento del presidente del parlamento Qalibaf, secondo cui «l’era del bullismo è finita», e la minaccia sull’isola di Kharg lanciata da Ebrahim Rezaei. Sul fronte diplomatico, il segretario Nato Mark Rutte ha difeso i raid Usa come risposta a una tregua violata, mentre l’Onu, con António Guterres, e il Pakistan mediatore chiedono moderazione.
Trump sente Netanyahu
Donald Trump ha avuto un colloquio telefonico con il premier israeliano Benjamin Netanyahu per fare il punto sulle prossime iniziative comuni in diversi dossier regionali. Lo riferisce Axios, citando l’ufficio del primo ministro israeliano. Nel corso della conversazione, il presidente americano avrebbe aggiornato Netanyahu sugli sviluppi della situazione in Iran e sulle operazioni militari statunitensi nel Golfo Persico. Il premier israeliano ha ribadito l’importanza di mantenere zone cuscinetto lungo i confini di Israele. La posizione arriva mentre proseguono i progressi verso il ritiro delle forze israeliane dalle cosiddette “zone pilota” nel Libano meridionale, aree che dovrebbero essere trasferite sotto il controllo dell’esercito libanese. La notizia è riportata dal Times of Israel.
Impianto militare vicino a Bushehr colpito da un attacco
Un impianto militare situato nei pressi di Bushehr, città dell’Iran meridionale che ospita l’unica centrale nucleare operativa del Paese, è stato colpito da un attacco. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale Irna. Secondo Ehsan Jahanian, vicegovernatore della provincia, «una struttura militare nelle vicinanze di Bushehr è stata centrata da un proiettile lanciato dal nemico americano-sionista». Da Washington, tuttavia, un funzionario del Dipartimento della Difesa ha precisato che le forze armate statunitensi non hanno condotto ulteriori attacchi sul territorio iraniano nelle ultime ore.
La minacci di Katz
Le forze armate israeliane sono pronte a colpire nuovamente l’Iran, anche «una terza volta se necessario». Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz durante una cerimonia militare. «L’esercito è pronto e in stato di allerta per un’eventuale ripresa delle ostilità, per ristabilire la superiorità aerea e colpire ancora in Iran al fine di eliminare le minacce», ha affermato Katz, aggiungendo che Israele è pronto a intervenire «anche una terza volta se necessario».
Il portavoce del Cremlino: «Usa risolvano in Iran e tornino a mediare per l'Ucraina»
La Russia spera che gli Usa riescano a risolverla in tempi rapidi per tornare a fare da mediatori per il conflitto in Ucraina. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. «Speriamo che, nonostante le notevoli complicazioni, gli americani riescano a risolvere la situazione riguardante l’Iran e che arrivi il momento di riprendere i loro sforzi anche sulla questione ucraina», ha sottolineato Peskov, citato dall’agenzia Interfax.
Ue: «blocco di Hormuz ha implicazione ma economia resiliente a shock»
Sull’Iran «la situazione rimane offuscata da un’elevata incertezza e volatilità. Constatiamo che il cessate il fuoco nel contesto della guerra in Iran non regge. Ci sono stati nuovi blocchi dello Stretto di Hormuz, il che ovviamente ha delle implicazioni, ma nel complesso vediamo che l’economia europea si sta dimostrando resiliente di fronte a questo shock dell’offerta di petrolio e gas». Lo ha detto il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis entrando all’Eurogruppo. «Il più grande intervento economico possibile in termini di prezzi dell’energia sia la de-escalation del conflitto», ha aggiunto da parte sua la presidenza Ue.
Giordania: «intercettati missili iraniani, violato nostro spazio aereo»
Le forze armate giordane hanno intercettato missili iraniani penetrati nello spazio aereo sopra il Paese. Lo ha annunciato il ministro delle Comunicazioni e portavoce del governo. «Sono scattate le sirene d’allarme dopo che lo spazio aereo del Regno è stato violato da missili lanciati dall’Iran, i quali sono stati intercettati», ha dichiarato Mohammad Momani all’emittente pubblica Al Mamlaka.
Iran, gli Usa hanno attaccato un'area vicina alla centrale nucleare di Bushehr
Il vice governatore generale di Bushehr ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno attaccato un’area vicina alla centrale nucleare di Bushehr. Secondo l’agenzia Fars, il governatore di Bushehr ha aggiunto che anche la base militare di Choghadak e un molo per la pesca nella parte meridionale della provincia sono stati presi di mira dagli Stati Uniti oggi a mezzogiorno, precisando: «Non sono state segnalate vittime nell’attacco, che ha rappresentato una palese violazione del cessate il fuoco tra i due paesi».
Bloomberg: «dopo i raid Usa traffico navale in Stretto Hormuz è quasi fermo»
Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz si è quasi completamente fermato dopo due giorni di raid degli Stati Uniti contro l’Iran. Il transito in questa via cruciale è ora in gran parte limitato a una rotta settentrionale approvata dall’Iran, mentre un corridoio più a sud, protetto da Oman e Stati Uniti, ha registrato scarsa attività.
Teheran: «Almeno 14 morti in due giorni di attacchi americani»
Gli attacchi statunitensi hanno causato la morte di 14 persone e il ferimento di altre 78 in due giorni: lo afferma il ministero della Salute iraniano, citato da Al Jazeera. Teheran, scrive l’emittente qatarina, segnala esplosioni in diverse città iraniane lungo lo Stretto di Hormuz, tra cui Bushehr, Chabahar, Bandar Abbas e Sirik.
Bloomberg: «In Stretto di Hormuz traffico paralizzato»
Il traffico attraverso lo stretto di Hormuz è di nuovo quasi paralizzato dopo il secondo attacco Usa all’Iran. Dal monitoraggio di Bloomberg solo qualche imbarcazione, fra cui una superpetroliera colpita da sanzioni, transita sulla rotta più vicina all’Iran. E’ possibile tuttavia che qualche nave abbia spento il transponder per non essere individuata. Nella giornata di mercoledì l’attività si era già rallentata ed erano state 14 le imbarcazioni in transito in entrambe le direzioni dello stretto contro una media di 34 navi del mese di giugno quando era in vigore la tregua.
Iran: «Colpiti sistemi difesa Patriot in Kuwait»
L’esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira giovedì siti in Kuwait, Qatar e Bahrein con droni d’attacco kamikaze, secondo quanto riportato dai media statali, in risposta agli attacchi statunitensi avvenuti in precedenza nella stessa giornata. L’esercito ha affermato che, «in continuità con gli attacchi dell’esercito della Repubblica islamica dell’Iran contro le basi statunitensi nella regione», ha preso di mira un sistema di intercettazione missilistica Patriot in Kuwait, un sistema di allarme rapido in Qatar e serbatoi di carburante in Bahrein con droni kamikaze di vario tipo.
Petrolio, prezzo parte al rialzo
Andamento altanenante per il prezzo del petrolio mentre la tensione fra Usa e Iran prosegue altissima. Sui mercati le quotazioni del greggio, dopo una partenza in rialzo, ora sono in calo. Il Wti del Texas segna un ribasso dello 0,65% a 73,04 dollari al barile mentre il Brent del Mare del Nord, che ieri aveva sfiorato la soglia degli 80 dollari, passa di mano a 77,5 dollari (-0,58%).
Centocom: «Colpiti 90 obiettivi militari in Iran»
L’esercito statunitense ha colpito circa 90 «obiettivi militari» in Iran, compresi sistemi di difesa aerea, durante la sua ultima serie di attacchi. Lo ha annunciato il Comando Centrale delle Forze armate americane (Centcom). «Gli Stati Uniti hanno completato un’altra serie di attacchi contro l’Iran per ridurre ulteriormente la capacità dell’Iran di colpire navi mercantili e marinai civili innocenti nello Stretto di Hormuz», si legge in una dichiarazione rilasciata su X dal Centcom.
Pasdaran: «Colpite basi militari Usa in Kuwait e Bahrein»
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano di aver colpito basi statunitensi in Kuwait e Bahrein e minacciano di estendere gli attacchi, secondo la televisione di stato. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta a nuovi attacchi americani, secondo quanto riportato dalla televisione di stato IRIB. Le Guardie hanno affermato di aver colpito «infrastrutture e strutture chiave» nelle basi statunitensi di Arifjan e Ali Al Salem in Kuwait, e di Juffair e Sheikh Isa in Bahrein, con missili e droni. Hanno inoltre avvertito che la loro risposta si estenderà ad altre basi nella regione qualora gli attacchi statunitensi dovessero ripetersi.
Capo negoziatore iran: «Hormuz apre solo con accordi iraniani»
«L’America non ha ancora imparato che l’arroganza e la mancanza di lealtà non sono più gratuite. Per essere chiari: provate, e ne pagherete le conseguenze». Lo ha scritto in un post sul suo account X Mohammad Bagher Ghalibaf presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore per l’Iran nella trattativa con gli Stati Uniti. «Non sprecate energie, che affonderete ancora di più – aggiunge – lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani, non con le minacce americane». Le parole di Ghalibaf sono state riprese anche dall’agenzia iraniana Fars.
Diverse esplosioni udite in Bahrein
Diverse esplosioni sono state udire in Bahrein dopo l’attivazione delle sirene antiaeree nel Paese da parte delle autorità, come testimonia un giornalista di Afp presente sul posto. Le esplosioni si sono verificate dopo che le Guardie Rivoluzionarie iraniane avevano promesso di vendicarsi dei raid aerei statunitensi contro l’Iran.
Trump: «Ritiro truppe Usa dall'Europa? Dipende da Groenlandia e Iran»
Sul possibile ritiro delle truppe americane dall’Europa, Donald Trump non ha ancora preso una decisione definitiva. “Molto dipenderà dalla Groenlandia e dall’Iran”, ha messo in evidenza, precisando che ora l’Europa vuole aiutare sull’Iran ma “non ne abbiamo bisogno”.
Trump: «Iran vuole l'accorfdo: il problema è se lo onorerà»
«Abbiamo colpito duramente l’Iran. Lo abbiamo fatto come rappresaglia perché hanno colpito tre navi». Lo ha detto Donald Trump a bordo dell’Air Force One, sottolineando che Teheran vuole «molto» un accordo, «il problema è che non so se onorerà l’intesa».
Danni a torre di controllo del traffico marittimo a Chabahar
La torre di controllo del traffico marittimo nella zona franca di Chabahar è stata danneggiata nell’attacco statunitense alla città portuale di Chabahar nel sud dell’Iran, secondo quanto afferma il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica sul suo canale Telegram, scrive Iran International. I pasdaran hanno inoltre sottolineato che uno dei magazzini della zona franca è stato preso di mira, mentre i servizi e le operazioni di scarico dei veicoli presso le strutture continuano.

