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«Cosa guardi? Sono uomo e musulmano», e sfregia ragazza alla metro di Milano: arrestato

09 Luglio 2026 - 19:00 Ygnazia Cigna
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La 23enne è stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata in ospedale. L'ipotesi di reato è di sfregio permanente al viso
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Una ragazza di 23 anni è stata sfregiata al volto in pieno centro a Milano, nei pressi della fermata della metropolitana Duomo. Per l’aggressione la polizia locale ha arrestato un uomo di 27 anni, originario dell’Algeria, in flagranza di reato. Il 27enne, secondo le prime informazioni, risulta irregolare sul territorio italiano. L’ipotesi di reato è di sfregio permanente al viso.

L’aggressione

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori finora, poco prima dell’attacco l’uomo avrebbe rivolto alla giovane, anche lei di origini marocchine ma regolarmente presente in Italia, la frase «Che cos’hai da guardare. Sono uomo e sono musulmano». Subito dopo sarebbe scattata l’aggressione che le ha provocato ferite al volto.

I soccorsi

La 23enne è stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata in ospedale in codice giallo. Sono in corso gli accertamenti per chiarire nel dettaglio la dinamica dell’aggressione.

Cosa rischia il 27enne con la nuova legge

Il reato di «deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso» prevede una pena compresa tra gli 8 e i 14 anni di reclusione. Con la nuova legge sul femminicidio è stata infatti introdotta una specifica aggravante per i reati commessi come manifestazione di odio, discriminazione, prevaricazione, controllo, possesso o dominio nei confronti di una donna in quanto tale. Questa circostanza non è stata contestata nel provvedimento di arresto in flagranza, ma resta al vaglio degli inquirenti. Potrebbe essere presa in considerazione anche l’aggravante connessa all’odio o alla discriminazione religiosa e razziale, alla luce della frase che il 27enne avrebbe pronunciato durante l’aggressione. Nelle prossime ore il pubblico ministero presenterà al giudice per le indagini preliminari la richiesta di convalida dell’arresto, accompagnata dall’istanza per l’applicazione di una misura cautelare.

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