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Caso Ranucci, FdI scrive una mail provocatoria a Report: «Segnaliamo la curiosa amicizia con Lavitola». Stop alle repliche Rai

11 Luglio 2026 - 06:09 Alba Romano
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Fratelli d’Italia ha attaccato il conduttore Sigfrido Ranucci sui social per la sua amicizia con Valter Lavitola, accusato di aver organizzato un attentato ai suoi danni
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L’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci continua a produrre effetti anche fuori dalle aule giudiziarie. Mentre proseguono gli accertamenti della magistratura, la vicenda si sposta sul piano politico, con la Rai che decide di sospendere temporaneamente la programmazione estiva di Report. La Direzione Approfondimenti del servizio pubblico ha comunicato di aver disposto, in via cautelativa, lo stop alle repliche della trasmissione «in attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il giornalista». Nella nota, la Rai precisa che la decisione è stata assunta «a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico» e conferma che Report tornerà regolarmente in onda con la nuova stagione a partire dal mese di novembre. Il conduttore si dice «sconcertato» e parla di «congetture assurde», la redazione di «censura senza precedenti». Insorgono Fnsi, Ordine dei giornalisti, Usigrai e opposizioni.

FdI ironizza con una mail a Report

Sul caso si è aperto anche un duro confronto politico. Fratelli d’Italia ha scelto di rispondere in modo ironico all’iniziativa lanciata nei giorni scorsi dalla redazione di Report, che attraverso i propri canali social aveva invitato i cittadini a inviare segnalazioni e dossier da sottoporre all’attenzione della trasmissione. Raccogliendo simbolicamente quell’invito, il partito di Giorgia Meloni ha inviato una mail alla redazione di Rai 3, chiedendo di approfondire proprio il rapporto tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, quest’ultimo indagato nell’ambito dell’inchiesta come presunto mandante dell’attentato ai danni del conduttore. Accuse che lo stesso ex giornalista e titolare del ristorante “Cefalù”, continua a negare. «Saremmo stati due stupidi a farci l’attentato da soli. E io altrettanto a farglielo come atto d’amicizia a ottobre, per poi fare un sondaggio a giugno su di lui come candidato del campo largo». Il faccendiere però era pronto a partire per l’Africa: aveva già acquistato il biglietto aereo.

Cosa c’è scritto nel messaggio del partito di Meloni

Nel messaggio, Fratelli d’Italia scrive: «Vi segnaliamo la curiosa amicizia tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola», ricordando che il loro rapporto sarebbe stato confermato dallo stesso giornalista in diverse interviste e dichiarazioni pubbliche, oltre che da una fotografia scattata nel ristorante gestito da Lavitola e successivamente pubblicata dagli organi di informazione. La mail si conclude con una nota dal tono polemico: «Siamo certi che la squadra di Report approfondirà la vicenda con rigore giornalistico e che vaglierà questa storia con la massima attenzione».

Il post di Santanché

Sulla vicenda è intervenuta anche l’ex ministra del Turismo Daniela Santanchè, che sui social ha condiviso proprio la fotografia che ritrae Ranucci e Lavitola insieme nel ristorante dell’ex faccendiere, accompagnandola con il commento: «La coppia dell’estate. Ci faranno sognare». Anche Giovanni Donzelli ha commentato gli sviluppi dell’inchiesta, sottolineando che sarà la magistratura ad accertare eventuali responsabilità. «Spetta alla Procura farsi un’idea. Io spero soltanto di avere amici che si comportino diversamente, poi vedremo», ha dichiarato. Donzelli ha inoltre ricordato di aver partecipato alla manifestazione di solidarietà organizzata dopo l’attentato contro Ranucci, pur mantenendo le proprie critiche nei confronti del programma. «Sono sceso in piazza perché considero la libertà di stampa un patrimonio condiviso, anche se non condivido il suo modo di fare televisione. Mi auguro che la solidarietà ricevuta da tutta la nazione fosse ben riposta. Tutto qui», ha concluso.

Le indagini

Nel frattempo, proseguono le indagini sull’attentato. Gli investigatori hanno perquisito ieri l’abitazione di Gomes Clesio Tavares, il 47enne considerato dagli inquirenti il tramite tra Lavitola e il gruppo che avrebbe materialmente collocato l’ordigno all’esterno dell’abitazione del giornalista. L’attività investigativa è stata svolta in un comune dell’area napoletana dove l’uomo vive con la compagna, ascoltata dai carabinieri come persona informata sui fatti. Secondo quanto ricostruito, Tavares ora si trova in Camerun, suo Paese d’origine. Gli investigatori ipotizzano che sarebbe stato lui a reclutare gli esecutori materiali dell’attentato. In un messaggio inviato ad alcuni conoscenti, il 47enne ha però respinto l’ipotesi di una fuga. «Non ho paura, ma devo rientrare. Non sto scappando», ha dichiarato.