Vance e Rubio volano in Oman per i negoziati con l’Iran. La minaccia di Khamenei: «Vendicheremo l’uccisione di mio padre» – La diretta

All’indomani dell’avvertimento di Israele sui nuovi piani dell’Iran per assassinare Donald Trump, resta alta la tensione fra Washington e Teheran. Nella notte tra venerdì 10 e sabato 11 luglio non sono stati segnalati nuovi raid da parte americana. Secondo il Wall Street Journal, la Casa Bianca ritiene che un accordo sul nucleare con l’Iran sia sempre più improbabile. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, accusa gli Stati Uniti di star violando il memorandum d’intesa. Secondo l’intelligence americana, c’è una parte del regime degli ayatollah che vuole trattare e spinge per una soluzione diplomatica.
Mojtaba Khamenei: «L'Iran deve certamente vendicare la morte di mio padre»
«La vendetta è un desiderio della nostra nazione e deve certamente essere compiuta». Lo afferma la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio scritto per i funerali e la sepoltura del padre Ali Khamenei rilanciato dai media iraniani. «Promettiamo di vendicare il tuo sangue puro e il sangue di tutti i martiri di queste due guerre, per mano di questi criminali e disonorevoli assassini», prosegue la dichiarazione, rivolgendosi al defunto leader.
Vance, Rubio, Witkoff e Kushner ai negoziati con l'Iran in Oman
«Le delegazioni statunitense e iraniana si sono recate in Oman oggi per continuare i negoziati tramite mediatori, nonostante il drammatico scambio di colpi che ha fatto fallire la tregua». Lo scrive Cbs News citando funzionari, sottolineando che “il team negoziale del presidente Trump, guidato dal vicepresidente JD Vance, Jared Kushner, dal segretario di Stato Marco Rubio e dall’inviato Steve Witkoff, dovrebbe proseguire i colloqui in Oman sabato” con l’Iran. Secondo Cbs, il team americano sarà ai colloqui su istruzione di Trump. Oggi è arrivato in Oman il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
L'Europa sta valutando le proposte per consentire i pedaggi a Hormuz
L’Europa sta valutando proposte che potrebbero consentire l’applicazione di pedaggi per la navigazione nello Stretto di Hormuz, a condizione che tali pedaggi non siano obbligatori e abbiano il sostegno dell’agenzia delle Nazioni Unite che regola il trasporto marittimo. Lo riporta il Guardian. Il vice primo ministro britannico, David Lammy, ha affermato che l’imposizione di pedaggi obbligatori sarebbe disastrosa. Tuttavia, alcuni suoi colleghi di governo hanno riconosciuto che i sistemi di pagamento per specifici servizi di navigazione sono ammissibili in molte vie navigabili naturali, tra cui lo Stretto di Malacca e il Canale della Manica.
Crosetto: «Una parte del regime iraniano non vuole la guerra»
«È una riedizione di quel che abbiamo visto nei mesi scorsi, con Hormuz bloccato dalla inaccettabile e folle strategia iraniana. Il regime di Teheran prima prende impegni e poi li disattende, bombardando le navi». Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro della Difesa Guido Crosetto. «Nel divenire della guerra – aggiunge -, gli iraniani hanno scoperto che la chiusura di Hormuz è la più forte delle armi, perché consente loro di danneggiare tutto il mondo. Una nuova strategia». «Trump – prosegue Crosetto – ha decapitato il regime iraniano, ma eliminando la parte religiosa sono rimasti i pasdaran, i militari più violenti ed estremisti. L’Iran, oggi, è diviso in due: c’è la parte militare, che vuole chiudere la guerra e trattare anche rinunciando a qualcosa, e c’è la parte più integralista, che è disposta a sacrificare il Paese anche per i futuri decenni».
Fonti Usa: «L'Iran riconosce che è stato errore colpire le navi a Hormuz»
L’Iran avrebbe ammesso che è stato «un gruppo di estremisti fuori controllo» a tentare di minare i negoziati di pace e la tregua colpendo le navi mercantili nello Stretto di Hormuz e provocando la reazione americana, secondo quanto affermato alcuni funzionari statunitensi alla Cbs News. «Loro (gli iraniani) sono tornati al tavolo delle trattative e hanno detto: ‘Abbiamo sbagliato. Abbiamo commesso un errore. Continuiamo a parlare’». Gli Stati Uniti vogliono che l’Iran dichiari pubblicamente che lo Stretto di Hormuz è aperto e si impegni a cessare di sparare contro le navi mercantili.
Iran: «Su cessate il fuoco abbiamo mantenuto la parola con gli Usa»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato sabato che Teheran ha «mantenuto la parola data» sul cessate il fuoco con gli Stati Uniti, dopo che Donald Trump ha insistito sul fatto che la tregua fosse finita, ma che avesse acconsentito a ulteriori negoziati con la Repubblica islamica. «Finora l’Iran ha mantenuto la parola data, a differenza del ‘cosiddetto’ Segretario del Tesoro statunitense che sta violando il paragrafo 9 del Memorandum d’intesa», ha scritto Araghchi su X, riferendosi a una parte del memorandum d’intesa relativa al mancato dispiegamento di ulteriori forze statunitensi nella regione.

