Crollo Ponte Morandi, la sentenza di primo grado: 12 anni a Castellucci, ex ad di Autostrade. Le condanne e le tappe del disastro

L’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, è stato condannato a dodici anni per il crollo di ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018. La procura aveva chiesto 18 anni e 6 mesi. Castellucci sta già scontando una condanna per la strage del viadotto di Monteforte Irpino (Avellino) del 2013. L’ex direttore della vigilanza del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Mauro Coletta è stato invece condannato a 5 anni (la procura ne aveva chiesti 10).
La sentenza di primo grado: le condanne per il crollo del Morandi
Condannati anche gli ex vertici di Aspi e di Spea. Undici anni per Michele Donferri Mitelli (ex numero tre di Aspi), il pm aveva chiesto 15 anni e sei mesi. Condanna a 5 anni e sei mesi per Paolo Berti (ex numero due Aspi), erano stati chiesti 12 anni e sei mesi e, infine, condanna a cinque anni e sei mesi per Antonino Galatà (ex ad di Spea) per il quale il pm aveva chiesto 7 anni.
La ricostruzione: le tappe del disastro dal 2018 ad oggi
Il 14 agosto 2018, alle 11.36, il viadotto Polcevera, infrastruttura della A10 progettata dall’ingegnere Riccardo Morandi e realizzata nel 1967, crolla, stroncando la vita di 43 persone. Otto anni dopo è la sentenza per le 57 persone che, secondo la procura, sono i responsabili di quel disastro.
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Queste le tappe di uno dei disastri stradali più gravi d’Italia:
Il 14 agosto 2018 uno strallo (il tirante della sommità del pilone, ndr) si rompe facendo collassare la campata della pila 9 del ponte Morandi. Subito dopo il crollo scattano le operazioni di soccorso, 43 sono le vittime. Vengono, inoltre, evacuate le aree circostanti: gli sfollati sono 566, appartenenti a 266 nuclei familiari.
Il 18 agosto si svolgono i funerali di Stato alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle massime autorità dello Stato.
Le indagini della Procura di Genova prendono il via nel settembre 2018 e coinvolgono, tra gli altri, l’allora amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, dirigenti del ministero delle Infrastrutture e tecnici di Spea. Secondo l’accusa, i vertici della società erano consapevoli delle criticità strutturali del ponte e avrebbero trascurato gli interventi di manutenzione.
Nel giugno 2019 vengono demolite con un’esplosione controllata le parti rimaste in piedi del viadotto. Il 3 agosto 2020 viene inaugurato il nuovo ponte Genova San Giorgio, progettato da Renzo Piano e realizzato in tempi record.
Il processo si apre il 7 luglio 2022. In quattro anni si tengono 284 udienze, vengono ascoltati 282 testimoni e quattro periti. La Procura chiede complessivamente circa 400 anni di carcere per 56 imputati e l’assoluzione di un altro. Oggi, dopo 8 anni, è arrivata la sentenza di primo grado.
Foto copertina: ANSA/LUCA ZENNARO | Un momento dell’udienza preliminare prima della lettura della sentenza di primo grado del processo per il crollo di ponte Morandi, il 14 agosto 2018, 16 luglio 2026

