Mario Roggero, la storia del gioielliere condannato per l’omicidio di due ladri. Il nodo della legittima difesa e il video della sparatoria
La Procura generale della Cassazione ha chiesto la conferma della condanna a 14 anni e 9 mesi per Mario Roggero, il gioielliere accusato di aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo uomo dopo l’assalto al suo negozio. La sentenza è attesa nel pomeriggio. Se il verdetto verrà confermato, per il 72enne si apriranno le porte del carcere.
L’appello e la difesa del gioielliere
Prima della decisione della Cassazione, Roggero ha rivolto un ultimo appello. «Vi ringraziamo di cuore per tutte le donazioni che abbiamo ricevuto e che continuiamo a ricevere. Io e la mia famiglia stiamo affrontando tantissime spese per questo processo e siamo in grande difficoltà. Pregate per me». L’uomo, negli anni, ha lanciato una raccolta fondi per sostenere i costi processuali e la spesa di 480mila euro per le famiglie delle due vittime e del rapinatore superstite, a cui vanno 10 mila euro.
La ricostruzione
I fatti risalgono al 28 aprile 2021. In primo grado Roggero era stato condannato a 17 anni di carcere. La Corte d’Assise d’Appello di Torino ha poi ridotto la pena a 14 anni e 9 mesi, confermando la responsabilità dell’imputato. Il gioielliere ha sempre sostenuto di aver agito per «difendere» la moglie e la figlia, che si trovavano con lui in negozio il giorno della rapina.
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Secondo i giudici d’appello non si può parlare di legittima difesa, perché gli spari sarebbero stati esplosi quando il pericolo era già cessato. I tre rapinatori, infatti, erano in fuga e si stavano allontanando dalla gioielleria. È proprio su questo punto che si concentra il ricorso della difesa davanti alla Suprema Corte.
Il video agli atti
Agli atti dell’inchiesta c’è un video di otto minuti che ricostruisce l’intera sequenza, dall’irruzione nella gioielleria fino alla sparatoria. Alle 18.45 circa i tre rapinatori entrano uno dopo l’altro nel negozio e minacciano Roggero, la moglie e la figlia. Hanno il volto coperto e sono armati di un coltello e di una pistola, che successivamente si rivelerà essere un’arma giocattolo.
Dopo aver svuotato la cassaforte, i malviventi lasciano il locale dal retro e raggiungono l’auto parcheggiata a pochi metri di distanza. Alessandro Modica, uno dei rapinatori, prende posto al volante, mentre gli altri due cercano di salire dal lato opposto: la vettura, infatti, è dotata soltanto di due portiere. Roggero li insegue all’esterno, impugna il revolver. Raggiunge i banditi e spara in rapida successione cinque colpi, quattro all’interno della vettura mentre i malviventi braccati cercano di fuggire.
Modica, colpito a una gamba, scende dalla vettura e fugge (poi verrà arrestato), Giuseppe Mazzarino si accascia a terra e muore e Andrea Spinelli, l’ultimo bandito, cerca a sua volta di scappare. Cade a terra, Roggero lo raggiunge e lo colpisce alla testa e alla schiena con diversi calci. Poi di nuovo gli punta contro la pistola e preme il grilletto, ma a quel punto il tamburo è scarico. Spinelli tenta ancora di allontanarsi, ma stramazza al suolo e muore. Infine, l’orefice torna in negozio e chiama il 112.
Gli scenari possibili
La Cassazione può confermare la sentenza d’appello e respingere il ricorso. In questo caso la condanna a 14 anni e 9 mesi diventerebbe definitiva e non sarebbero più possibili ulteriori impugnazioni ordinarie. Un’altra possibilità è l’annullamento della sentenza per eventuali errori di diritto o carenze nella motivazione. La Corte potrebbe quindi disporre un nuovo processo davanti a un’altra sezione della Corte d’Assise d’Appello. In questo scenario Roggero non verrebbe assolto, ma si aprirebbe una nuova fase del procedimento. Tocca quindi agli Ermellini, che dovranno affrontare la corretta interpretazione della riforma introdotta nel 2019 sulla legittima difesa.
Foto copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO | I carabinierii e la Scientifica sul luogo della rapina alla gioielleria Mario Roggero a Grinzane Cavour, Cuneo, 28 aprile 2021

