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Lele Adani dopo le polemiche, l’idea di urlare «un po’ meno» alla finale dei Mondiali. I messaggi privati e le critiche: «Tra gli adulti c’è frustrazione»

19 Luglio 2026 - 08:16 Giovanni Ruggiero
Lele Adani
Lele Adani
L'opinionista di RaiSport risponde alle critiche che lo hanno travolto dopo Argentina-Inghilterra. Come poi accade dopo tutte le volte che l'ex difensore commenta l'Albiceleste, e non solo. Cosa risponde all'ipotesi di abbassare un po' il volume davanti a quella che potrebbe essere l'ultima partita del «più grande genio del XXI secolo»
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C’è chi giura che seguirà tutta la finalissima dei Mondiali tra Spagna e Argentina senza audio, pur di non sentire esultare Lele Adani e chi ha già deciso di mettere mano al portafoglio e guardare la partita su DAZN. Di certo lui, il cantore irrefrenabile del futbòl se decide di indietreggiare è solo per prendere la rincorsa. Dopo le polemiche per il tifo sfegatato nella semifinale ovviamente vinta dall’Albiceleste nel finale contro l’Inghilterra, Adani al Corriere della Sera delude subito i tanti hater non meno rumorosi di lui: «Non piaccio a tutti ma non cambierò mai, urlo solo per passione».

Lele Adani sul perché non cambierà stile

Adani al giornalista del Corriere Paolo Tomaselli risponde punto su punto alle critiche sul tono delle sue telecronache, o meglio dei suoi commenti al tentativo del malcapitato collega Alberto Rimedio di raccontare la partita. Alla domanda se stasera avrebbe urlato un po’ meno, ha risposto con la solita modestia: «Ma secondo lei Messi potrebbe fare un po’ meno?». E poi insiste sulla necessità di usare quel tono altissimo che spesso impedisce anche di cogliere cosa stia dicendo: «L’urlo invasivo? Posso anche crederlo – risponde l’ex difensore – come credo che sia giusto che non piaccia a tutti. Però come si fa a non farsi trasportare da tutto questo? Penso sia impossibile raccontarlo in modo diverso».

Messi il più grande genio del XXI secolo

Lui assicura di seguire con lo stesso trasporto anche Haaland, Mbappé e Lamine Yamal. Su Messi i mezzi giudizi sono banditi, definendolo «probabilmente il più grande genio del XXI secolo» e sostenendo che contro l’Inghilterra abbia realizzato «la giocata più importante della sua storia con la Nazionale». Per il collega Rimedio che deve condividere con lui i micrtofoni solo buone parole. Adani dice di non aver mai visto «nessuno prepararsi come Alberto», e ha rivendicato il valore del proprio modo di raccontare il calcio, citando le «migliaia di messaggi di ragazzi» che gli scrivono di continuare così.

Le lamentele da parte dei vecchi appassionati di calcio

Alla domanda su un’eventuale spaccatura tra vecchie e nuove generazioni di appassionati, Adani ha risposto che «i giovani hanno passione» e che, se non te la meritano, «i giovani non ti seguono», aggiungendo che tra gli adulti percepisce invece una certa frustrazione per non giocarsi più le finali dei Mondiali come un tempo: «Ma vogliamo chiuderci davanti alla bellezza e alla passione, oppure aprirci al mondo nuovo? Poi però non ci lamentiamo che non si gioca più nei campetti o nelle strade». Sul possibile addio alla Nazionale di Messi dopo la finale, ha usato parole nette: «Come di fronte a un privilegio. Sarò emozionato, lucido, eternamente grato».

Le critiche social dopo la semifinale Argentina-Inghilterra

Le polemiche erano esplose in particolare dopo la telecronaca della semifinale tra Argentina e Inghilterra, quando il tifo di Adani per l’Albiceleste era apparso ai più troppo spudorato, soprattutto per i toni compassati della Rai. Adani da parte sua non aveva fatto nulla per non finire nell’occhio del ciclone. Come quando inizia a lanciare citazioni apparentemente a caso durante la partita: «Einstein diceva che le coincidenze sono il modo in cui Dio sceglie di rimanere anonimo» al gol dell’1-1 di Enzo Fernandez, oppure «la routine dello straordinario» dopo la rete di Lautaro in semifinale. Fino al commento sul gol di Messi contro Capo Verde: «Si è idratato il numero 10, ecco a cosa serviva il cooling break». Non è ovviamente la prima volta che Adani viene massacrato sui social dopo una telecronaca. Anzi, sorprende quando non succede. Già nel Mondiale in Qatar del 2022 Adani era finito nel mirino per la sua vicinanza dichiarata all’Argentina, arrivando a paragonare un gol di Messi all’Australia alla trasformazione dell’acqua in vino.