Messi, Yamal neonato, il rituale massonico e il diavolo: le teorie del complotto sulla foto simbolo della finale Mondiale

La fotografia di Lionel Messi e Lamine Yamal neonato, scattata nel 2007 per un calendario solidale del quotidiano catalano Sport, è diventata il pretesto per migliaia di video complottisti che circolano sui social con milioni di visualizzazioni, in vista della finale dei Mondiali 2026, in programma domenica 19 luglio al MetLife Stadium di New York tra Argentina e Spagna. A documentarlo sono i colleghi spagnoli di Maldita, in un’analisi pubblicata il 17 luglio 2026.
Dai “rituali massonici” al diavolo
Come riportato dai colleghi spagnoli, i contenuti complottisti ruotano attorno a quattro narrazioni principali, tutte prive di qualsiasi evidenza. La prima sostiene che Messi non stesse facendo il bagnetto a un neonato, ma compiendo un “rituale dell’acqua“ per trasferire le proprie capacità calcistiche a Yamal attraverso “un’entità”. Uno dei video con questa tesi ha superato un milione di visualizzazioni.

La seconda narrazione presenta Lamine Yamal come «la prova definitiva che il diavolo governa il mondo» e che l’«élite» prepari deliberatamente chi sarà più influente. Uno dei video con questa teoria ha raggiunto due milioni di visualizzazioni.
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La terza versione lega la foto a un rituale massonico e descrive la finale Argentina-Spagna come un «rituale di trasferimento di potere» in cui Messi cede il proprio posto a Yamal. La quarta afferma che i genitori del calciatore lo abbiano “venduto” in uno di questi rituali.

La vera storia della foto
Come abbiamo raccontato in un altro articolo, il servizio fotografico fu realizzato nel 2007. Messi era già considerato uno dei maggiori talenti del Barcellona, ma non aveva ancora vinto nessun Pallone d’oro. La famiglia Yamal-Nasraoui si era iscritta a un sorteggio organizzato dall’Unicef nel quartiere di Rocafonda per selezionare i bambini che avrebbero posato con i calciatori. Il fotografo Joan Monfort, tornato a parlare pubblicamente in occasione del Mondiale 2026, ha dichiarato alla FIFA di portare quella foto «tatuata nell’anima» e ha descritto la coincidenza della finale come «chiudere il cerchio in modo magico».

