«Le bare di Bergamo erano vuote, mi hanno dato 150mila euro»: nessun autista ha mai detto questo

Circola da fine giugno 2026 un’immagine con un testo che attribuisce a un non meglio identificato «Autista dei camion di Bergamo» questa dichiarazione: «Le bare erano vuote, mi hanno dato 150 mila euro.» L’affermazione è priva di fondamento, in quanto non esiste nessuna fonte che attesti questa dichiarazione, né il presunto compenso, né l’identità di chi avrebbe parlato. I camion militari partiti da Bergamo nella notte del 18 marzo 2020 trasportavano 73 bare con 73 defunti, come documentato dal Comune di Bergamo con fotografie, decreti di autorizzazione e testimonianze dirette dei funzionari presenti.
Il contenuto che circola
L’immagine è stata condivisa il 26 giugno 2026 senza commento dall’utente Roberto Avventura, già citato in diversi fact-checking di Open per la diffusione di disinformazione. Nei giorni successivi, l’immagine ha raggiunto una certa viralità su Facebook, Instagram e X.

La dichiarazione non esiste in nessuna fonte
L’uomo in foto, che indossa occhiali da sole e dei pantaloncini in jeans, non è identificabile, non porta nessun elemento che lo colleghi ai fatti di Bergamo del marzo 2020. Di fatto, non viene indicato chi sarebbe l’autista, dove avrebbe rilasciato queste dichiarazioni, quando, davanti a chi, e a chi avrebbe ricevuto i 150.000 euro. Un dettaglio, quest’ultimo, che fornisce un movente alla presunta confessione rendendola credibile al pubblico sui social.
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Di fatto, non esiste nessuna fonte in cui un autista dei camion di Bergamo affermi che le bare fossero vuote e di aver ricevuto un compenso per questa dichiarazione. Non risultano video, audio, trascrizioni, interviste, perizie o deposizioni in commissione parlamentare in cui compaia questa figura.
Cosa dicono i fatti su quella notte
La notte del 18 marzo 2020 dal cimitero di Bergamo partirono otto camion militari con 73 bare, divisi in tre carovane così suddivise: una verso Bologna con 34 defunti, una verso Modena con 31 e una verso Varese con 8. Le immagini di quel convoglio(scattate da un balcone di via Borgo Palazzo da uno steward di Ryanair) fecero il giro del mondo.

Giacomo Angeloni, assessore ai Servizi Cimiteriali del Comune di Bergamo, ha dichiarato di essere stato presente personalmente quella sera. Il forno crematorio di Bergamo poteva gestire al massimo 27 feretri nelle 24 ore, a fronte di una mortalità quattro volte superiore alla media: il trasporto verso altri impianti era una necessità logistica, non una sceneggiata.
Questa ricostruzione è documentata da Open già nel dicembre 2024, quando abbiamo smentito la versione del sindacalista Antonio Porto, che davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta Covid aveva sostenuto che ogni camion trasportasse una sola bara. Porto ha ammesso lui stesso di non avere prove a sostegno di quella tesi e il Comune di Bergamo lo ha poi querelato per falsa testimonianza.
Una bufala costruita su un’altra bufala
L’immagine virale del 2026 non è la prima forma di disinformazione sulle bare di Bergamo. Open ne ha documentato la genealogia a partire dal 2020: audio anonimi, video di complottisti, foto decontestualizzate di Lampedusa spacciate per immagini bergamasche, dichiarazioni di consiglieri comunali sfociate in denunce. Ogni volta la tesi di fondo era la stessa: i camion erano una scenografia.
La versione del 2026 aggrava ulteriormente il contenuto di quella narrativa: non solo le bare sarebbero state quasi vuote (come sosteneva Porto), ma completamente vuote, e qualcuno avrebbe persino ricevuto 150.000 euro per confessarlo. Di fatto, non esiste nessuna fonte che attesti né l’una né l’altra cosa.
Conclusioni
L’immagine che circola dal 26 giugno 2026 attribuisce a un fantomatico «autista dei camion di Bergamo» una dichiarazione e un compenso che non risultano in nessuna fonte verificabile. I camion del 18 marzo 2020 trasportavano 73 bare con 73 defunti, documentato dal Comune di Bergamo con fotografie, decreti di autorizzazione al trasporto e la testimonianza diretta del funzionario municipale presente quella notte.
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Ringraziamo Annamaria per la segnalazione a verifica[@]open.online

