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Spese militari, i conti secondo l’Osservatorio Mil€x: «Da 3 miliardi a 13,2 annuali, solo per armi. E altri 500 miliardi per gli obiettivi Nato»

23 Luglio 2026 - 17:53 Federico D’Ambrosio
caccia volo spese militari
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Francesco Vignarca, della Rete pace e disarmo: «Esplosione di acquisto di armi»
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L’osservatorio sulle spese militari Mil€x, che ogni anno pubblica un rapporto annuale, nel documento del 2026 parla di una vera e propria impennata di spese generali per la difesa e nello specifico sulle armi da parte del governo italiano. «Dal 2010 ad oggi italia ha speso 500 miliardi di euro di spese militari, per i prossimi dieci anni si potrebbe arrivare ad 1 trilione», dice Francesco Vignarca – coordinatore delle campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo – in conferenza stampa assieme a Laura Boldrini alla Camera, oggi 23 luglio.

I dati “dispersi”

Secondo l’annuario presentato, che mette insieme dati diversi e non solo presenti nel bilancio del ministero della Difesa – ad esempio, dice il report, il 40% di acquisti è fatto dal ministero del Made in Italy – l’aumento è stato costante anche se il tracciamento è difficile perché non c’è un luogo unico in cui reperire i dati. E neppure i parlamentari, denuncia Vignarca, sono davvero coscienti di cosa votano quando i programmi di spesa vengono approvati o le missioni rinnovate: «Gli stanziamenti definitivi superano i provvisionali anche del 20%, in soldi vuol dire tra i 2,7 e i 4,2 miliardi. Io capisco che ci possa essere una variazione ma qui parliamo in media di cambiamenti che vanno dal 9 e il 16% e sempre in aumento», aggiunge Vignarca.

I numeri analizzati

Il report dell’Osservatorio Mil€x analizza i 78 programmi militari approvati finora nel corso della legislatura. Il totale di programmi approvati (molti dei quali con spese pluriennali che vengono quindi effettivamente stanziate di anno in anno) arriva, dice il report, a 503 miliardi, con circa 30 miliardi all’anno previsti. E la previsione, anche per seguire gli obiettivi Nato, è aggiungere a questi altri 500 miliardi. «Circa 500 miliardi aggiuntivi di previsione di spesa in dieci anni per raggiungere gli obiettivi Nato, sono una enormità. Un’enormità in linea con l’aumento che registriamo a livello internazionale, Meloni non ha fatto gli interessi nazionali per accontentare il suo amico Trump e dovrà risponderne», ha commentato la parlamentare dem Laura Boldrini.

L’acquisto di armi

Complessivamente, si legge nel report, l’aumento più evidente riguarda l’acquisto di vere e proprie armi, elemento questo che smentirebbe la narrativa che vede gli investimenti in difesa dedicati al concetto più generale di sicurezza: «Dai 3 miliardi annuali del 2006 si passa ai 13,2 del 2026 (dato più che quadruplicato e totale di circa 138 miliardi nel ventennio) con una concentrazione fortissima negli ultimi anni: i soli esercizi 2023-2026 valgono oltre 46 miliardi per il procurement militare». È la prova quantitativa, si legge nel testo pubblicato da Mil€x, che «l’espansione della spesa militare passa quasi interamente dall’acquisto di armi, a vantaggio dell’industria, mentre le voci operative restano compresse».