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Pep Guardiola rifiuta, non sarà Ct della Nazionale italiana: perché ha detto no. Verso la scelta tra Pirlo o Mancini

24 Luglio 2026 - 11:21 Alba Romano
Pep Guardiola
Pep Guardiola
Si è detto «tentato» il tecnico spagnolo, ma alla fine ha deciso di declinare l'offerta di Paolo Maldini e Leonardo. La panchina degli azzurri resta ancora senza guida: il ballottaggio tra Pirlo e l'ex ct Mancini
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Pep Guardiola non sarà il commissario tecnico della Nazionale italiana. Lo ha appena comunicato – secondo quanto scrive l’Ansa – ai vertici della Federcalcio che nei giorni scorsi gli avevano presentato l’offerta di guidare gli azzurri. Da quanto apprende l’Ansa, Guardiola ha detto ai dirigenti italiani di essere stato molto tentato, ma alla fine hanno prevalso gli impegni che il tecnico aveva preso con la sua famiglia.

Guardiola e l’ingaggio da 20 milioni l’anno

Proprio ieri, uscendo dalla sede della Lega Calcio Serie A, interpellato sulla possibilità che Guardiola abbia chiesto 20 milioni di ingaggio per ricoprire il ruolo di ct della Nazionale, il direttore tecnico della Figc, Paolo Maldini, aveva negato rispondendo in maniera chiara: «Per Pep, l’aspetto economico non è in alcun modo rilevante». Secondo i giornali ora rimangono in piedi le candidature di Roberto Mancini, Antonio Conte e Andrea Pirlo.

Perché Leonardo e Maldini puntavano su Guardiola

«Cerchiamo un allenatore che pensi come noi», aveva spiegato Leonardo prima del no di Guardiola. Lui, l’artefice del miracolo del Barcellona, il tiqui taca, la costruzione dal basso e tutto il bagaglio anche simbolico che portava con sé ha alimentato i sogni fin troppo ambiziosi dei tifosi azzurri. «Tanti possono essere vincenti – aveva aggiunto Leonardo – ma noi vogliamo trovare con il nuovo tecnico un’armonia di pensiero. Quindi dare la linea, a cascata, al nuovo ct e agli altri allenatori».

Cresce l’ipotesi Pirlo, cala Mancini: perché avevano sentito anche Ancelotti

Perde quota l’ipotesi Roberto Mancini, il nome preferito da Giovanni Malagò, così come sembra tramontare anche la pista Antonio Conte, il preferito dei club di Serie A, mentre si fa sempre più concreta la candidatura di Andrea Pirlo dopo la rinuncia di Guardiola. Il tecnico spagnolo, che insieme a Carlo Ancelotti era stato il primo obiettivo della federazione per l’ambizione che lo contraddistingue, ha detto no non per motivi economici, come ha chiarito ieri in Lega Paolo Maldini: «Siamo partiti cercando i migliori, poi bisogna anche avere un riscontro sulla disponibilità». La scelta di Guardiola è legata a ragioni familiari, dopo dieci stagioni consecutive in Premier League aveva già manifestato il desiderio di fermarsi per un periodo e dedicarsi agli affetti. Resta così in pole Pirlo, ex compagno di Maldini in rossonero e oggi alla guida dello United FC di Dubai, vincolato agli emiratini da un contratto fino al 2027 che comunque non considera un vero ostacolo. L’allenatore ha atteso in silenzio in questi giorni, consapevole di essere il piano B, senza vivere come una diminutio il ruolo di alternativa al numero uno della lista. Salvo sorprese, la decisione definitiva arriverà entro il 28 luglio, giorno del consiglio federale.

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