Assalto No Tav: identificate oltre 400 persone. In molti tra Francia, Germania e Belgio. Un milione di euro di danni per il cantiere di Chiomonte

Identificate dalla polizia 436 persone per gli scontri di ieri alla protesta dei No Tav in Val di Susa, di cui una parte provenienti da Francia, Germania e Belgio. Le loro posizioni sono ora al vaglio sia dal punto di vista amministrativo che penale. Sequestrato svariato materiale pirotecnico ed esplosivo, molotov, maschere antigas, ordigni artigianali, caschi e passamontagna. «Vogliono far diventare la Val di Susa il laboratorio europeo della guerriglia urbana, noi non lo consentiremo», ha commentato il questore di Torino Massimo Gambino ai microfoni del Tg1. «Si è verificata una escalation di azioni di guerra – sottolinea il questore – Non è stato ieri un esercizio della libertà di manifestazione, ma semplicemente violenza. La nostra risposta a queste violenze è di massima fermezza e le indagini sono in corso per assicurare i responsabili alla giustizia».
Un milione di danni
«Una prima stima dei danni al solo cantiere di Chiomonte è di circa 1 milione di euro. Sono ancora da valutare le tempistiche per la rimozione dei detriti e il ripristino degli spazi di lavoro e dei servizi in galleria». Questa una prima analisi di Telt, la società binazionale che sta realizzando l’alta velocità. «Nel pomeriggio del 25 luglio – viene affermato – in occasione del Festival Alta Felicità organizzato da dieci anni dal Movimento No Tav, diversi gruppi di violenti hanno attaccato i cantieri della Torino-Lione a Salbertrand, Chiomonte, Susa (frazione Traduerivi) e San Didero. La situazione più critica si è verificata a Chiomonte».
«A Chiomonte bombe di acetilene»
A Chiomonte «c’erano anche delle bombole di acetilene che sono esplose – viene evidenziato -, fortunatamente dopo che tutti erano riusciti ad allontanarsi. I manifestanti – viene aggiunto – hanno violato il perimetro di cantiere, facendo uso di bombe incendiarie e lancio di pietre. Al momento dell’attacco erano presenti una decina di operai che sono subito stati fatti allontanare e portati in salvo». «Sono andati completamenti distrutti – riferisce la società italo-francese che si occupa della realizzazione dell’opera ferroviaria – gli uffici di cantiere dell’impresa (due piani di container con le dotazioni), il container ad uso magazzino, officina e hangar con attrezzature di grandi dimensioni, l’impianto di video sorveglianza, pick-up e auto di cantiere, recinzioni e il centro visitatori con il materiale espositivo».

