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Stroppa: «Perché Musk è un visionario. Zerocalcare? Non ha voluto confrontarsi con me» – Il video

26 Luglio 2026 - 12:19 Francesca Milano
Andrea Stroppa
Andrea Stroppa
L'adolescenza in un quartiere difficile, l'esperienza di Anonymous, l'incontro con Musk e la vita sotto scorta: Andrea Stroppa si è raccontato nel videopodcast di Andrea Lombardi
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«Una sera in una pizzeria c’era il famoso fumettista Zerocalcare. A fine cena mi sono avvicinato e lui mi ha detto “Io con te non parlo perché le tue idee sono le opposte delle mie”». Andrea Stroppa racconta in un’intervista di oltre due ore la sua storia allo youtuber Andrea Lombardi. Il montaggio della conversazione parte da questo aneddoto su Zerocalcare, che Stroppa ha incontrato in un ristorante. «Le sue critiche erano rivolte più a Musk che a me, ed erano basate su informazioni non accurate e di basso livello. Gli ho proposto di fare un dibattito pubblico insieme ma si è rifiutato», spiega quello che Lombardi definisce “l’uomo di Elon Musk in Italia”. Ma come ha fatto un ragazzo di Roma appassionato di tecnologia a diventare amico dell’uomo più ricco del mondo?

Chi è Andrea Stroppa

La storia di Stroppa comincia a Torpignattara, provincia di Roma, 32 anni fa. «Sono nato e cresciuto in una periferia un po’ complicata e ho iniziato, grazie a mio padre, vad avere la passione per l’informatica e per la lettura». La mattina la scuola nel quartiere, il pomeriggio con gli amici e poi al pc e sui libri di informatica fino a notte fonda. «Tre quarti delle persone che frequentavo oggi stanno in carcere o ci sono state in passato».

Da programmatore, Stroppa è diventato prima un esperto di dati e poi un ricercatore esperto di data curation. «A 17 anni ho fatto parte del collettivo di Anonymous, nato negli Usa come movimento di protesta, questo mi ha creato dei problemi: sono stato indagato, ho subito un processo. Il giudice mi offrì di fare volontariato nelle carceri o con persone con disabilità: ho scelto questa seconda opzione e da lì mi si è aperto un mondo che non ho più lasciato».

Il lavoro da programmatore lo ha portato davanti a una scelta: «Ho deciso che avrei lavorato di giorno e finito il percorso scolastico alle scuole serali».

L’incontro con Musk

A 18 anni un suo studio sui botnet viene pubblicato sul New York Times. «Nel frattempo ho iniziato a fare da consulenze per vari istituzioni. E poi è arrivato il contatto con Elon Musk, quando lui nel 2022 decide di acquistare Twitter. Aveva letto il mio studio e ha iniziato a seguirmi, da lì ha iniziato a darmi la possibilità di mettermi in gioco. Lo ha fatto anche con altri. Lavorare per Elon è abbracciare le missioni che ha, come persona ancora prima che come imprenditore».

Il loro non è solo un rapporto professionale: Stroppa parla di Musk come di un «amico», di un visionario che ha pensato alle auto elettriche «quando non ci aveva ancora pensato nessuno», che ha ha fondato Neuralink per aiutare le persone con malattie neurodegenerative. «Nelle sue aziende c’è sempre l’uomo al centro», dice.

Il rapporto con Musk gli ha anche portato dei problemi: «Da oltre un anno vivo sotto scorta perché ho ricevuto minacce da gruppi che reputano il mio padrone un criminale», racconta Stroppa. Di fronte a questo, Lombardi ha quindi chiesto a Stroppa: «Chi te lo fa fare di stare in Italia?». «Perché da quando avevo 13 anni sono appassionato della Divina Commedia, che mi ha insegnato che bisogna fare tutto il percorso, passando anche attraverso l’inferno. Dante lo fa per amore, io per amore di questo Paese».

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