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Cosa è il progetto della Fifa per “privatizzare” i Mondiali, l’idea che piace alla famiglia Trump: come cambierà il torneo e il futuro di Infantino

29 Luglio 2026 - 13:17 Matteo Revellino
Donald Trump e Gianni Infantino
Donald Trump e Gianni Infantino
L'idea è di coinvolgere in una nuova società capitali esterni. Casualmente quelli dei famigliari di Donald Trump, sempre più sodale del capo della Fifa dopo l'ulltima edizione organizzata tra Usa, Canada e Messico. Così rischiano di cambiare da subito calendari e numero di squadre qualificate
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Un cartello con la scritta «vendesi» incombe sul Mondiale. Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, si appresta a varare una rivoluzione: l’ingresso di capitali privati nell’organo che gestisce il calcio mondiale. L’intenzione sarebbe vendere una parte del valore dei tornei che organizza, tra cui il Mondiale, pari a circa 4,2 miliardi di dollari, sottoforma di società per azioni. Tra i potenziali acquirenti c’è anche la famiglia del presidente americano Donald Trump che, dopo aver influenzato l’ultima edizione, potrebbe accaparrarsi una fetta del più importante torneo calcistico. La notizia, rivelata in esclusiva dal Financial Times, del quotidiano britannico ha costretto Infantino a emettere un comunicato in cui conferma l’anticipazione, spiegando che si tratta di un progetto per «per liberare il potenziale commerciale del calcio». Nessuna delle 211 federazioni che compongono la Fifa sapeva niente e non si è fatta attendere le replica della politica e dell’Uefa: «Il piano della Fifa di vendere una parte del calcio mondiale supera una linea che non può essere attraversata».

Fifa Forward Enterprise

Secondo il Financial Times, la Fifa starebbe creando una nuova entità commerciale, la Fifa Forward Entrerprise (Ffe), dal valore di 20 miliardi di dollari (circa 17 miliardi di euro), in modo da venderne tra il 20-30% (pari a circa 4,2 miliardi di dollari) a investitori privati. Se il piano di Infantino andasse in porto, infatti, la Fifa manterrebbe inizialmente almeno il 51% del nuovo veicolo finanziario con le 211 federazioni a cui andrebbe un 20%, mentre ai privati andrebbe il restante. Questa società «accorperà le attività commerciali e di gestione degli eventi», tra cui ovviamente la Coppa del Mondo. Tradotto: gli investitori diventeranno comproprietari del Mondiale. La Fifa, invece, manterrebbe il controllo esclusivo di Ffe e l’autorità esclusiva sulla governance del calcio, le competizioni, il calendario delle partite e tutte le decisioni regolamentari e sportive. Se il piano di Infantino dovesse essere approvato, a ogni federazione andrebbero 20 milioni di dollari in fondi eccezionali, 20 milioni per il 2027-30, 22 milioni per il 2031-34 e 24 milioni per il 2035-38.  

Il ruolo di Infantino

Sarebbe una svolta storica. La Fifa attualmente è un’organizzazione no-profit: sostanzialmente è proprietà delle 211 federazioni che ne fanno parte. Ma Infantino nasconde le proprie reali intenzioni dietro alle promesse di maggior ricavi per il mondo del calcio: aumentare l’espansione economica dei tornei della Fifa, mantenendone il controllo anche alla fine dei suoi mandati. Le elezioni presidenziali sono in programma per il prossimo 16 novembre e tutto sembra andare verso un Infantino-bis. Ma dal 2031, alla scadenza del probabile secondo mandato, l’attuale presidente Fifa diventerebbe il Ceo o commissario della Fifa Forward Entrerprise, con uno stipendio da circa 64 milioni di dollari annui.

Cosa c’entra Donald Trump

Se c’è Infantino, c’è anche Donald Trump. Il legame tra il numero uno della Fifa e il tycoon è emerso con chiarezza, per usare un eufemismo, negli ultimi Mondiali. E proseguirà con questo progetto. Come spiega il Financial Times, tra gli investitori in prima fila per acquisire una partecipazione pari almeno al 20% della Ffe ci sarebbe anche Joshua Kushner, fratello del genero del presidente degli Usa, Jared. I due sono stati i protagonisti della campagna che ha portato il Mondiale in America. Oltre a loro, è interessata anche il colosso finanziario Jp Morgan.

Gli scenari: Mondiale ogni due anni e l’allargamento a 64 squadre

Secondo il Financial Times, l’idea di Infantino potrebbe comportare conseguenze tangibili nelle prossime edizioni dei Mondiali: frequenza, numero di partite, durata degli intervalli. Eventuali modifiche che andrebbero verso un un’unica direzione: la massimizzazione dei profitti. Così, non è escluso che in futuro i Mondiali possano giocarsi ogni quattro anni. Allo stesso modo, non è impronosticabile che si arrivi a un ulteriore allargamento delle partecipanti. Per chi pensava che 48 squadre fossero troppe, si aspetti presto di vederne 64. D’altronde, lo aveva dichiarato il presidente della Conmebol, la federcalcio sudamericana, Alejandro Dominguez: «Nel 2030 arriva il Mondiale di Uruguay, Argentina e Paraguay. Una grande opportunità per il calcio, per celebrare il Centenario della Coppa del Mondo con una competizione a 64 squadre».

La reazione della Uefa: ipotesi boicottaggi

Non si è fatta attendere la reazione della Uefa, già da tempo in rapporti tesi con la Fifa. «Questa operazione supera una linea che le istituzioni di governo del calcio non dovrebbero mai oltrepassare. La Uefa la considera una questione estremamente seria, e lo stesso dovrebbero fare tutte le federazioni nazionali e ogni portatore d’interesse: leghe, club, calciatori, tifosi, governi e chiunque abbia a cuore il futuro del gioco – si legge nella dura nota diffusa dalla federcalcio europea, presieduta da Aleksander Ceferin – L’anima e la governance del calcio non sono beni da negoziare, soprattutto in assenza di qualsiasi trasparenza su chi ne ricaverebbe un vantaggio finanziario. Nessuno di noi è proprietario del calcio. Non appartiene alla Fifa e non spetta alla Fifa venderlo». Dalle parole, ai fatti: secondo quanto riporta Sky News, diverse nazioni europee stanno valutando la possibilità di boicottare i Mondiali qualora il piano di Infantino dovesse andare a buon fine. Secondo una fonte, le nazioni affiliate all’Uefa terranno una riunione d’emergenza in modalità virtuale questa settimana.

Il precedente nel 2018

Non è la prima volta che Infantino tenta di coinvolgere investitori privati ​​e alleati politici nel finanziamento delle competizioni Fifa. Nel 2018, un accordo da 25 miliardi di dollari con la banca giapponese SoftBank, sostenuto dal fondo sovrano dell’Arabia Saudita, per una nuova Coppa del Mondo per club e una Nations League globale, non è riuscito a ottenere il supporto necessario. Secondo alcune indiscrezioni, Infantino puntava alla presidenza dell’organizzazione che sarebbe stata creata per amministrare tale accordo.