Toscana, danno 1 stella al B&B per la bandiera palestinese: «Antisemiti». La replica: «Mio nonno ha vissuto il dramma della Shoah» – Il video
«Allora, oggi sono io a raccontare un episodio a dir poco sgradevole che è avvenuto qui al mio bed and breakfast. Ho ospitato una coppia di svedesi per tre giorni, che sono stati estremamente freddi per tutto il tempo, nonostante i miei tentativi di conversazione e sorrisi a 85 denti, come sempre faccio con i miei ospiti. Dopo la loro partenza mi è arrivata una recensione su Booking con punteggio 1 dal seguente titolo “Un’attivista di sinistra filo palestinese affitta una semplice stanza”». Inizia così lo sfogo sui social di Valentina, proprietaria di Villa Moris, splendida dimora settecentesca convertita in B&B in Val di Pesa, Toscana.
I turisti svedesi contro la bandiera palestinese e gli «adesivi con la scritta basta con l’apartheid in Israele»
L’imprenditrice continua a leggere la recensione dei turisti che con «grande orrore» hanno «notato una grande bandiera palestinese appesa al balcone e se non avessimo già pagato l’alloggio saremmo tornati indietro e avremmo cercato un’altra sistemazione». E ancora: «A tavola Valentina mostra materiale propagandistico contro Israele tra cui adesivi con la scritta basta con l’apartheid in Israele e vari opuscoli e attivisti di sinistra quando prenoto un BNB non voglio trovarmi di fronte ad episodi di antisemitismo e boicottaggi contro Israele anche Booking dovrebbe essere indignata». Il commento sarebbe stato poi rivisto puntando sulle critiche all’alloggio e limitandosi solo «alla propaganda di sinistra della proprietaria».

La replica della proprietaria: «Mio nonno era ebreo, non le permetto di darmi dell’antisemita»
«Comincio dicendo – sostiene la proprietaria del B&B – che non le permetto di darmi dell’antisemita. Il mio adorato nonno era ebreo. La sua famiglia ha subito le leggi razziali fasciste del 1938 ed è dovuta fuggire in Argentina. Mio nonno ha perso la nonna, una zia e una cugina ad Auschwitz. Sono cresciuta e immersa nella cultura ebraica che amo». Nella sua lunga replica precisa: «Qui vivono persone che credono nella libertà, nella democrazia, nell’uguaglianza e nell’antifascismo. Per questo abbiamo aderito alla campagna SPLY del BDS. Ci tengo a sottolineare inoltre che con i miei ospiti, se il discorso non parte da loro, non dico una parola sulla Palestina e che il materiale del BDS, consistente in un volantino e un adesivo, non è a tavola ma esposto in un luogo di passaggio insieme ad altro materiale informativo». «Se invece di trattarmi in modo freddo per usare un eufemismo per tutto il soggiorno, aspettando di essersene andata per scrivere una pessima recensione, mi avesse subito detto che era turbata dal fatto che il B&B aderisce alla campagna Splider BDS e avrei rimborsato immediatamente la quota e avrebbe potuto andarsene dove voleva», conclude. E infine: «Io mi sento abusata e violata in casa mia perché vorrei essere libera di esporre una bandiera palestinese e di rifiutarmi di ospitare potenziali criminali di guerra. È chiedere troppo?».
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Tra i commenti chi condivide e chi no
Il post della signora Valentina è diventato virale su Instagram. Oltre 41mila like nell’arco di appena 24 ore. Sotto nei commenti c’è chi condivide il pensiero della proprietaria e chi invece la critica. «Io me ne sarei andata immediatamente. Chi ha un esercizio pubblico deve avere un atteggiamento neutrale. Metta una bella bandiera italiana», commenta una utente. «Gentile Signora, la libertà di esprimere le proprie idee è fondamentale, ma la gestione di una struttura ricettiva risponde prima di tutto alle regole dell’accoglienza. Nel momento in cui si sceglie di trasformare un B&B in uno spazio di comunicazione politica — per quanto una causa possa starci a cuore —, si fa una scelta di campo ben precisa», aggiunge un altro. Ma c’è anche una grande fetta di persone che la difendono: «Acquisirà sicuramente altri clienti (me in primis) sicuramente diversi dagli svedesi di cui ha parlato e dei quali non sentiremo la mancanza».

