Spin Time, il Comune tratta l’acquisto. La storia dell’immobile e i costi per lo Stato: «Il palazzo regalato ai privati»

È una corsa contro il tempo quella per il futuro di Spin Time, il palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, occupato dal movimento Action dal 2013 e posto sotto sequestro dopo l’incendio divampato nella serata di mercoledì. Nel pomeriggio di oggi, lunedì 3 agosto, è previsto un nuovo tavolo tecnico in Prefettura per trovare una soluzione alla vicenda. La priorità è garantire una sistemazione alle circa 400 persone, tra cui 90 minori, che da giorni stanno trascorrendo le giornate e le notti all’esterno dello stabile, esposte anche alle temperature record di queste settimane.
L’ipotesi di un affitto-ponte
Al vertice parteciperanno i rappresentanti del Comune di Roma e i vertici di InvestiRE Sgr, la società che gestisce il Fondo Immobili Pubblici proprietario dello stabile. L’obiettivo è individuare un percorso condiviso per il futuro del palazzo e delle famiglie che vi abitavano. Secondo quanto spiegato dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri e riportato da Roma Today, la strada su cui il Campidoglio punta è l’acquisto dell’immobile, un’ipotesi discussa da anni. Tra le soluzioni temporanee allo studio ci sarebbe anche un affitto-ponte, che consentirebbe di gestire la fase di transizione.
L’operazione immobiliare
Per comprendere la complessa situazione di Spin Time bisogna però tornare indietro nel tempo. La storia del palazzo inizia infatti oltre vent’anni fa, durante il secondo governo Berlusconi, quando entrò a far parte di una grande operazione di vendita del patrimonio immobiliare dello Stato. L’edificio avrebbe oggi un valore stimato di circa 40 milioni di euro. Lo Stato – scrive la Repubblica, che cita il professore Luigi Corvo, associato di Economia aziendale all’Università degli Studi di Milano-Bicocca – è già stato condannato a versarne circa 21 milioni al proprietario, oltre a circa 207 mila euro al mese fino alla sua completa liberazione. A queste cifre, si aggiungono i canoni percepiti dalla proprietà tra il 2005 e il 2013, prima dell’occupazione. Ma quanti sono i soldi pubblici che lo Stato ha già dato a InvestiRE Sgr?
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La storia di Spin Time: dall’operazione Fip del 2004 all’occupazione
La vicenda risale al 2004. All’epoca il palazzo era una sede dell’allora Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica. Per ridurre il debito pubblico, il governo decise di vendere 396 immobili statali, compreso quello in via Santa Croce, al Fondo Immobili Pubblici, gestito da InvestiRE Sgr, in un’operazione dal valore complessivo di quasi tre miliardi di euro. Secondo le ricostruzioni, la vendita fu conclusa in appena otto giorni lavorativi. La Corte dei conti evidenziò che i tempi ristretti non permisero valutazioni approfondite dei singoli immobili. Nei documenti non erano inoltre indicati né il prezzo di vendita di ciascun edificio né il relativo canone di locazione.
Sei miliardi di affitti per ripagare i propri palazzi
Per acquistare gli immobili – ricostruisce ancora il quotidiano romano – il fondo ottenne dalla Cassa Depositi e Prestiti un finanziamento pari al 70% dell’operazione, oltre 1,4 miliardi di euro. Successivamente, però, lo Stato continuò a utilizzare quegli stessi edifici pagando un affitto. Il canone complessivo iniziale per l’intero patrimonio immobiliare era di oltre 270 milioni di euro all’anno e, nel tempo, aumentò progressivamente. Secondo i calcoli riportati dal professor Corvo, durante il periodo di locazione lo Stato ha versato circa sei miliardi di euro di affitti, più del doppio di quanto aveva incassato dalla vendita dei 396 immobili. E ciò – scrive il Manifesto – non è stato determinato dal movimento Spin Time, ma dal governo che nel 2004 ha impostato un’operazione di cessione del patrimonio fondata sull’ottenere liquidità di breve periodo, con una perdita secca di valore pubblico nel medio-lungo termine.
Il costo per lo Stato
Anche il caso di Spin Time segue questo schema. Prima dell’occupazione del 2013 il ministero dell’Economia continuava a pagare un canone per utilizzare l’edificio. Dopo l’occupazione, invece, è arrivata la condanna al risarcimento nei confronti della proprietà. La sentenza comprende anche 150 mila euro per il mancato contratto che InvestiRE Sgr avrebbe dovuto stipulare con Iliad e che, secondo il tribunale, non si è concretizzato a causa dell’occupazione.
Perché il riacquisto da parte del Comune è l’unica via d’uscita
Per il professor Corvo, il bilancio complessivo dell’intera operazione è negativo per le finanze pubbliche. «Lo Stato ha finanziato, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, la vendita del proprio patrimonio, ha continuato a pagare affitti per gli stessi immobili e, alla fine, ne ha perso la proprietà», osserva il docente. Per questo motivo, conclude, l’eventuale riacquisto di Spin Time rappresenterebbe l’occasione per riportare almeno uno degli immobili ceduti nel 2004 sotto il controllo pubblico.
Foto copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI | Volontari e membri della Protezione Civile assistono i residenti dello Spin Time Labs accampati davanti allo stabile sotto sequestro, Roma, 1 Agosto 2026

