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Spin Time, seconda notte in strada dopo l’incendio. Gualtieri: «Proposta di acquisto dell’immobile»

31 Luglio 2026 - 22:58 Roberta Brodini
Seconda notte all'aperto per gli abitanti di Spin Time Lab dopo l'evacuazione seguita al principio d'incendio. Gualtieri apre all'acquisto dell'immobile, mentre Rocca si preoccupa per i costi
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Si preannuncia un’altra nottata difficile, la seconda dopo il principio di incendio che mercoledì 29 luglio aveva portato le forze dell’ordine ad evacuare l’intero stabile occupato di Spin Time Lab, nel quartiere Esquilino a Roma, senza più consentire agli abitanti di rientrare. Per le strade affollate che circondano l’edificio da ieri, gli abitanti dormono su brandine e materassini gonfiabili, mentre attendono di sapere cosa ne sarà di loro e della loro casa. Alle 13 di oggi si è tenuta una conferenza alla quale hanno preso parte anche figure dal mondo politico, per portare il loro sostegno.

Il presidio permanente fuori da Spin Time Lab

Il presidio permanente, come lo hanno definito gli organizzatori, fuori da Spin Time, continua. Là dove prima abitavano circa 450 persone, continuano a rimanerne in centinaia lungo le strade. Non vogliono andarsene, anche perché non sanno “dove” andare. «Hanno montato un palco per la musica, ci sono molte attività per i bambini, abbiamo montato anche dei tendoni per rimanere all’ombra. Combattiamo con tutte le forze e l’amore che abbiamo, senza alcuna violenza», racconta a Open un’attivista di Scomodo, noto progetto editoriale e centro culturale indipendente romano, gestito da giovani under 30. Attesi anche pannelli solari, per poter fronteggiare la mancanza di elettricità, anche perché ieri «invece sono andati avanti solo con un piccolo generatore». «Quello che serve sono ventilatori, acqua a profusione», fa sapere, nel caso qualcuno volesse rendersi utile.

«La cosa che un po’ ci destabilizza è che anche oggi un membro del Pd (Matteo Orfini, ndr) ha definito lo stabile agibile», racconta però con non poco sconforto. Eppure di parlare non si rientra. Così ragazzi, signore e bambini si sono attrezzati come potevano: «Dormono per terra sui materassini da campeggio. Ci sono tende ovunque, e la situazione non sta sicuramente migliorando per loro». Uno sforzo congiunto quello delle realtà che hanno sempre popolato Spin Time Labs, a partire da Scomodo fino a Polo Civico «che ha messo a disposizione una stanza con 25 posti e un sacco di aria condizionata». Poi ci sono vicini e amici, che hanno messo a disposizione le loro case perché gli sfollati potessero farsi almeno una doccia, oltre a organizzare scambi di vestiti. Ma la realtà non cambia: «Sembra veramente un campo profughi».

spin time presidio permanente piscina

Gualtieri: «Sul tavolo una proposta di acquisto dell’immobile»

Nella serata di oggi, è arrivato anche il commento dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. «È una situazione drammatica, difficilissima», ha esordito la guida Capitolina. Sono reduce da un lunghissimo tavolo in prefettura, dove Roma Capitale ha espresso il suo totale impegno per cercare di affrontare questa emergenza, sia nel breve periodo per trovare un rifugio, una sistemazione, sia soprattutto per cercare di salvaguardare la bella esperienza di integrazione e di rapporto col territorio che Spin Time ha saputo realizzare».

Niente di concluso, però, per il momento: «Ci siamo riaggiornati a lunedì», ma intanto dichiara «abbiamo messo sul tavolo anche una proposta di acquisto dell’immobile e di fasi intermedie per consentire, appena sarà possibile (ci sono dei vincoli giuridici), un rientro». Intanto, conferma l’impegno di Protezione Civile e di un sistema di volontariato «che ringraziamo per dare subito una risposta». E poi commenta: «È vergognoso che la destra consideri una cosa positiva che ci siano bambini in strada, al caldo e senza una sistemazione».

Rocca: Per rimettere in sicurezza Spin Time «servono milioni e milioni»

In giornata era arrivato anche il commento del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca: «Se si dovesse percorrere l’ipotesi dell’acquisto dello Spin Time e quindi si dovessero investire soldi per rimetterlo in sicurezza, cambiare la destinazione di uso, parliamo di milioni e milioni di euro, c’è una graduatoria e io credo che sia giusto seguirla, non c’è un diritto maturato con la violenza o con l’occupazione». Prende però le distanze dalla questione: «È una chiara competenza comunale» e specifica: «Nessuno può rivendicare un diritto su ciò che ha preso con la violenza».

Orfini (Pd): «Spin Time presidio di legalità e sicurezza»

Intanto, alle 13 di oggi, si è svolta una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato diversi sostenitori della causa, tra i quali il parlamentare del Pd Matteo Orfini, che ha raccontato ciò che ha visto dentro allo stabile, in un sopralluogo richiesto alle forze dell’ordine: «Lo dico da parlamentare e da pubblico ufficiale: se qualcuno sostiene che per colpa dell’incendio non si può rientrare, sostiene una cosa falsa» e, continua, «i danni prodotti dall’incendio sono limitati a un’area esterna e non hanno alcun effetto strutturale».

Una versione quindi, quella dell’inagibilità, che fa comodo alla destra: «Dal primo momento in cui sono giunte le notizie ha cominciato a invocare il ripristino della legalità». Ma «illegalità è negare il diritto ad abitare delle persone, non chi lotta per vedersi riconosciuto un diritto costituzionali», ha concluso. In serata, anche il commento della leader del Pd Schlein: «Appoggiamo il sindaco e il Comune di Roma in questo sforzo» e «una soluzione va trovata assolutamente, anche perché è un’esperienza preziosa che non si deve disperdere».