Martina Carbonaro, per i genitori braccialetto elettronico e divieto di avvicinarsi ai familiari del femminicida: «Punito uno sfogo»

Divieto di avvicinamento e braccialetto elettronico per Marcello Carbonaro ed Enza Cossentino, genitori di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa nel maggio 2025 ad Afragola, in provincia di Napoli, dall’ex fidanzato Alessio Tucci. La misura cautelare, disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord, Stefania Amodeo, vieta ai due coniugi di avvicinarsi ai familiari del giovane. Entrambi sono accusati di «minacce». Il loro legale, Sergio Pisani, ha annunciato che impugnerà il provvedimento, pur dichiarando di rispettarne il contenuto.
«È stato punito lo sfogo di chi è disperato»
«Rispetto il provvedimento, ma non posso condividerlo», ha affermato l’avvocato. «Sul piano giuridico, le condotte contestate non integrano una reale minaccia penalmente rilevante. Le frasi riportate negli atti non erano accompagnate da alcun comportamento concretamente idoneo a intimidire o a limitare la libertà altrui, rappresentavano piuttosto il tragico sfogo di un padre devastato dall’omicidio della figlia, espresso in uno stato di profonda disperazione e alterazione emotiva».
Pisani ha inoltre richiamato la giurisprudenza della Corte di Cassazione, sottolineando che «la minaccia non può essere desunta dal solo tenore letterale delle parole, ma richiede una concreta attitudine intimidatoria, che in questo caso è del tutto assente». Il legale si è detto infine fiducioso nell’intervento del Tribunale del Riesame: «Sono convinto che ristabilirà la corretta applicazione dei principi di diritto, distinguendo uno sfogo dettato dal dolore da una vera minaccia penalmente rilevante».

