L’accordo tra Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz. Trump: «Riaprirà presto», ma Teheran ribadisce che ancora non sarà sicuro

Iran e Oman hanno stabilito un accordo provvisorio per la riapertura dello Stretto di Hormuz. La notizia è stata diffusa dal ministero degli Esteri di Teheran tramite l’emittente Al Arabiya. Secondo il portavoce del ministero, i due Paesi stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli per la pubblicazione imminente di una dichiarazione congiunta. Freno all’entusiasmo però: l’accordo non renderebbe automaticamente sicuro lo Stretto viste le interferenze degli Stati Uniti. A chiarirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dall’agenzia Isna. «La chiusura dello Stretto di Hormuz è stata causata dall’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran, e dalle conseguenze di sicurezza da essa derivanti per l’intera regione», ha spiegato. «Dunque l’intesa Iran-Oman, di per sé, non può significare che lo stretto sia diventato sicuro per le navi in transito», ha proseguito, visto che i fattori di insicurezza «dovuti agli Stati Uniti, in particolare il blocco navale e altre azioni aggressive e minacciose contro l’Iran e i suoi interessi, continuano a sussistere».
Stamane si parlava delle pressioni di Washington, che puntava ad annunciare oggi l’intesa. Lo riportava la rivista Axios, in base a due fonti regionali e a un funzionario americano. L’accordo, oggetto di negoziati da diverse settimane, mira a ripristinare la tregua tra Usa e Iran. E a far ripartire i negoziati per un accordo sul nucleare. L’intesa preliminare farebbe sue alcune richieste iraniane sui diritti di controllo del traffico nello stretto che non aveva prima della guerra. L’accordo in discussione consisterebbe in un meccanismo provvisorio di 60 giorni, potenzialmente prorogabile.
L’accordo sullo Stretto di Hormuz
Il presidente Donald Trump ha rinviato l’ultimo attacco a Teheran proprio per le possibilità di raggiungere un accordo. Ma ha già minacciato che potrebbe ripensarci senza firme. Secondo le indiscrezioni sull’accordo tutto il traffico navale in entrata attraverso lo stretto e diretto verso il Golfo transiterebbe su una corsia settentrionale, attraversando le acque iraniane. Tutto quello in uscita verso il Mar Arabico transiterebbe su una corsia meridionale, in acque dell’Oman e in coordinamento con l’Iran. Non sarebbero applicati pedaggi o tariffe nei 60 giorni. Le parti lavorerebbero alla rimozione delle mine dalla corsia centrale dello stretto entro 30 giorni. Una volta sgomberata, sarebbe usata per il traffico in entrata e in uscita, nei termini di un accordo permanente da negoziare tra Oman e Iran.
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Qatar, Pakistan e Arabia Saudita
Oltre ai colloqui tra Oman e Iran, anche funzionari di Qatar, Pakistan e Arabia Saudita sono stati coinvolti nella mediazione. La Casa Bianca ha partecipato attivamente ai negoziati: nei giorni scorsi ci sono stati diversi contatti telefonici tra l’inviato di Trump, Steve Witkoff, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il ministro degli Esteri dell’Oman Badr al-Busaidi. Araghchi ha dato l’assenso di massima nel fine settimana, pur restando in attesa del via libera della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, e del Consiglio Supremo per la Sicurezza nazionale. L’iter di approvazione è stato completato martedì 4 agosto, secondo un funzionario americano e una fonte regionale.
Trump
Lo Stretto di Hormuz «aprirà molto presto oppure subiranno un colpo durissimo, e allora lo Stretto si aprirà», ha detto il presidente Trump in un’intervista a Fox News, assicurando che l’Iran «non avrà mai un’arma nucleare». E confermando le intenzioni Usa: «Eravamo ormai prossimi a un attacco enorme, il più grande dalla Seconda guerra mondiale. Poi mi hanno chiamato e hanno detto, molto cortesemente: “Possiamo parlarne? Possiamo parlarne?”. E io ho risposto: “Sì, possiamo parlarne. Chiudiamo la questione. Finalmente, chiudiamola”», ha proseguito il tycoon. Per il quale si tratta di una cosa che altri presidenti «avrebbero dovuto fare nell’arco di cinquant’anni. Sai, qui si parla del 47/mo presidente, ma la situazione dura ormai da anni, sono passati più di cinquant’anni. Altri presidenti o altri paesi avrebbero dovuto riuscirci. Io ho fatto ciò che dovevo fare, perché se avessero ottenuto un’arma nucleare, il mondo intero sarebbe un posto diverso. Ecco tutto».

