L’ex giornalista di Rainews: «Cacciato perché filorusso»

Vsevolod Gnetii ha lavorato per la Rai dal 1999. Ha iniziato come traduttore dal russo ed è finito a realizzare servizi giornalistici sull’est Europa. Ha la doppia cittadinanza italiana e russa. A Rainews lavorava soprattutto per il sito. Nel 2023 l’azienda ha deciso di non rinnovargli il contratto. Senza specificarne il motivo. La decisione arriva dall’allora direttore Paolo Petrecca. «Su 21 collaboratori sono stato silurato solo io, gli altri sono rimasti tutti. Sono convinto che il mio sia stato un licenziamento per motivi politici», dice oggi al Fatto Quotidiano.
L’ex giornalista di Rainews
Gnetii tra 2022 e 2023 è comparso in diversi programmi Mediaset come Dritto e Rovescio e Quarto Grado parlando della guerra in Ucraina. «Non mi vergogno a dire che ammiro Putin e l’ho anche votato, ma questo non significa essere un fanatico delle sue posizioni. Nei programmi dove mi invitano cerco di rappresentare la situazione a 360 gradi, tentando di fornire il quadro completo della situazione, quindi anche delle posizioni russe. Questo però non fa di me un pasdaran putiniano. Sono un giornalista serio e in quelle ospitate in tv non ho mai fatto menzione del mio lavoro in Rai…», spiega.
La causa alla Rai
L’italorusso lavora anche con l’agenzia giornalistica russa Ria Newdaynews che, aggiunge, «è un’agenzia privata che non percepisce sovvenzioni statali e non è soggetta a sanzioni». L’azienda gli ha offerto la possibilità di accordo transattivo per 10mila euro, che lui ha rifiutato. Ha fatto causa alla Rai e ha perso il primo grado Nel frattempo ha scritot al president della Repubblica Sergio Mattarella per chiedergli «il suo personale intervento ai fini della mia reintegrazione nel posto di lavoro in Rai». Il Quirinale gli ha risposto che «Non abbiamo competenze per poter intervenire ma siamo sicuri che saprà mettere a frutto in una nuova occasione la sua determinazione e professionalità». Ora andrà in appello. Ma non si esclude che possa fare causa come cittadino russo direttamente all’ufficio di corrispondenza Rai a Mosca.

