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Gaza, Netanyahu cambia idea: l’esercito comincia il ritiro sulla Linea Gialla

10 Agosto 2026 - 09:06 Alba Romano
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La promessa dopo un colloquio con Kushner
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Benjamin Netanyahu è disposto a dare una chance al piano Usa per Gaza. E le Forze di Difesa Israeliane (Idf) si stanno ritirando sulla Linea Gialla. Lo scrive su X il Jerusalem Post. Ieri l’annuncio del premier su Hamas da disarmare. Mentre un alto funzionario americano ha riferito ad Axios: «Comprendiamo le esigenze politiche di Bibi. Non abbiamo problemi al riguardo, purché continui a fare ciò che chiediamo, in particolare per quanto riguarda la limitazione degli attacchi a Gaza».

La conversazione

Secondo un funzionario Netanyahu ha parlato telefonicamente con l’inviato di Trump, Jared Kushner, e ha promesso di dare una possibilità al piano in 15 punti, nonostante il suo scetticismo. Gli attacchi a Gaza saranno frenati, così che il processo di smilitarizzazione possa iniziare. Il Jerusalem Post, citando un report di Axios, ha successivamente specificato che la conversazione tra Netanyahu e Kushner in cui il premier di Israele avrebbe detto al funzionario Usa di essere disposto a dare una possibilità al piano per Gaza sarebbe avvenuta «la scorsa settimana». La testata israeliana è tornata a ricordare la posizione pubblica presa invece ieri dal premier, sottolineando la posizione della Casa Bianca di «non preoccupazione» rispetto a tali dichiarazioni confermando un graduale ritorno alla Linea Gialla a Gaza e una interruzione degli attacchi contro la Striscia.

Hamas e le armi

Intanto Hussam al-Astal, comandante di una milizia sostenuta da Israele che combatte Hamas nel sud della Striscia di Gaza, ha dichiarato al Times of Israel che Israele dovrebbe respingere l’attuazione dell’accordo di cessate il fuoco di seconda fase, perché Hamas non consegnerà mai le sue armi. «Non credo che l’accordo andrà in porto. Hamas non consegnerà le armi in suo possesso. Spero che si arrivi a un accordo di cessate il fuoco, ma senza Hamas. Hamas non lo accetterà», ha affermato al-Astal, aggiungendo: «Hamas sa che se consegnasse le sue armi, non sarebbe più al potere». La milizia di al-Astal opera con il supporto logistico e militare israeliano nell’area di Khan Younis. Nell’ultimo anno, nonostante il cessate il fuoco, la milizia ha continuato a combattere periodicamente contro Hamas.

Ben-Gvir

«L’unica risposta ai nostri nemici e a chi ci vuole male è la forza, la determinazione e la vittoria totale – senza accordi e senza pietà. Hamas e Hezbollah devono essere annientati fino all’ultimo, senza esitare e senza fermarci», ha invece scritto su X il ministro della Sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir. «Chi pensava che potessimo affidare la sicurezza dei nostri figli agli accordi e alle garanzie di chi ci circonda, questa mattina ha ricevuto uno schiaffo doloroso. Dietro tutti questi accordi di principio si nascondono menzogne e inganni. Si tratta di accordi il cui scopo è quello di addormentarci in vista del prossimo attacco. Proprio per questo motivo abbiamo alzato la voce prima del 7 ottobre, proprio per questo ci siamo opposti a ogni accordo sconsiderato e a ogni tentativo di venderci «l’illusione della tranquillità».

Hamas ed Hezbollah

Ben-Gvir si dice «orgoglioso delle riforme che abbiamo portato avanti nelle carceri di sicurezza: la festa dei terroristi è finita, non c’è alcuna pietà per gli assassini. Sono orgoglioso dell’operazione di distribuzione di armi su larga scala ai cittadini israeliani e della creazione di un’enorme forza di difesa composta da oltre 1.000 squadre di pronto intervento, oggi dispiegate in tutto il Paese. La sicurezza di Israele si baserà esclusivamente sulla forza di difesa ebraica, sui cittadini armati, su una polizia forte e su un Idf offensivo».

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