Migranti, 11 morti in un naufragio al largo della Libia. Salvi 6 superstiti gettati in mare dai trafficanti

Dramma nelle acque del Mediterraneo, dove undici persone migranti sono morte in un naufragio al largo delle coste libiche. I loro corpi sono stati avvistati in avanzato stato di decomposizione a circa 57 miglia nautiche da Zuara. A individuarli è stato l’Albatross, l’aereo di monitoraggio gestito da SOS Mediterranee e Humanitarian Pilots Initiative, durante un consueto volo di ricognizione lungo le rotte migratorie. Poco dopo, la Sea-Watch 5 ha raggiunto la zona e ha recuperato le salme. Nella stessa zona, ha poi soccorso altre sei persone ancora vive «gettate in mare dai trafficanti nel mezzo della notte».
L’avvistamento dall’aereo
Scendendo a quota più bassa per accertarsi della situazione, i soccorritori si sono trovati di fronte alla scena agghiacciante. Alcuni dei corpi indossavano ancora gli abiti, altri restavano a galla agganciati a fortuna a vecchie camere d’aria di pneumatici, usate come disperato salvagente. Resta al momento impossibile determinare con esattezza quando sia avvenuto il naufragio o quanti fossero in origine i passeggeri dell’imbarcazione inghiottita dal mare. La segnalazione è stata trasmessa al Centro operativo nazionale della Guardia Costiera italiana, che ha provveduto a informare l’autorità competente per il coordinamento dei soccorsi nell’area.
August 14, 2026
Calano gli arrivi in Italia, ma aumenta il tasso di mortalità: cosa dicono i dati
Secondo i dati citati da SOS Mediterranee, dall’inizio dell’anno almeno 872 persone sono morte o risultano disperse lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Si tratta del 24% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, quando erano state 702. Bilancio che cresce mentre gli arrivi in Italia sono diminuiti del 56%, senza però tradursi in una traversata più sicura. «Il numero di persone che arrivano in Europa attraverso il Mediterraneo centrale è diminuito, ma una percentuale maggiore perde la vita lungo il percorso», osserva l’organizzazione non governativa. Il tasso di mortalità ha raggiunto il 3% e questo significa che una persona muore o scompare ogni 35 che tentano la traversata. A peggiorare il quadro, SOS segnala infine una crescente e aggressiva presenza di imbarcazioni libiche nelle acque internazionali impegnate in intercettazioni dei barconi carichi di persone migranti a bordo.

