Ultime notizie BarcellonaCaldo recordSigfrido RanucciUcraina
ATTUALITÀInchiesteMulteToscanaVigili urbani

Il medico che riesce a farsi annullare una multa per divieto di sosta dopo 5 anni

17 Agosto 2026 - 11:40 Alba Romano
multa divieto di sosta annullamento carrara
multa divieto di sosta annullamento carrara
Una questione di principio finita davanti a un tribunale
Google Preferred Site

80 euro di multa non sono una gran cifra. Ma esistono le questioni di principio. Per questo un medico di Carrara ha ingaggiato una battaglia giudiziaria conclusasi con l’annullamento della sanzione. A raccontarlo è il Tirreno e la storia inizia il 23 giugno 2021. La polizia municipale di Carrara aveva contestato al medico la sosta dell’auto sul marciapiede in Ruga A. Maggiani, all’altezza del civico 75, alle 18.25. Una contestazione che l’automobilista aveva immediatamente ritenuto impossibile. Perché quel giorno, come abitualmente faceva per recarsi al lavoro a Lucca, aveva lasciato la propria vettura nel parcheggio della stazione ferroviaria di Carrara Avenza e aveva proseguito in treno.

Il medico e la multa

Il medico, all’epoca in servizio all’ospedale San Luca di Lucca, avrebbe potuto limitarsi a pagare la sanzione. Ha invece scelto di contestare formalmente il verbale, presentando una querela per falso e portando davanti al giudice la documentazione ritenuta utile a dimostrare la propria versione dei fatti. Tra gli elementi acquisiti agli atti ci sono le timbrature di entrata e uscita dall’ospedale di Lucca, giudicate dal Tribunale «pienamente compatibili con l’utilizzo del treno come mezzo di trasporto». A queste si aggiungeva la documentazione relativa all’uso abituale e continuativo della ferrovia, attraverso un abbonamento mensile per la tratta Carrara-Lucca.

L’agente

Nel corso del procedimento, spiega “Il Tirreno”, è stato ascoltato anche l’agente della polizia municipale che aveva elevato la contravvenzione. Ed è proprio la sua deposizione ad aver contribuito a rafforzare i dubbi sulla correttezza del verbale. L’agente, secondo quanto riportato nella sentenza, ha dichiarato di non ricordare se la contestazione fosse stata correttamente riferita al veicolo del medico, spiegando di aver elevato, nello stesso arco temporale, più contravvenzioni nei confronti di veicoli diversi.

Il dubbio

Per il Tribunale, questa circostanza ha introdotto «un fondato dubbio sulla correttezza della percezione e della correlazione tra veicolo, luogo e verbale», soprattutto considerando il carattere seriale degli accertamenti effettuati in quel contesto. Anche il riferimento al sistema di lettura delle targhe, il cosiddetto ”Targa System”, non è stato ritenuto sufficiente a superare i dubbi. Il giudice ha rilevato che agli atti non risultava fornita un’adeguata prova sulla taratura e sul corretto funzionamento del sistema. Né sulla riferibilità certa dei dati al veicolo del querelante nel giorno e negli orari indicati. Per questo, quei dati non potevano assumere valore decisivo.

Una questione di principio

Il Comune aveva inoltre prospettato la possibilità che l’auto fosse stata utilizzata da una terza persona. Un’ipotesi che, alla luce degli elementi raccolti, non è stata ritenuta plausibile. Il Tribunale ha quindi annullato la multa, pur precisando di non entrare nel merito delle «valutazioni in ordine alla legittimità dell’operato del pubblico ufficiale e agli effetti amministrativi ulteriori dell’atto». Alla fine, una vicenda nata da una contravvenzione di poco più di 80 euro si è trasformata in una questione di principio. Per il medico, più che evitare il pagamento di una multa, si trattava di dimostrare che quella violazione non era stata commessa da lui. E il Tribunale ha riconosciuto che gli elementi raccolti non consentivano di considerarlo responsabile.

leggi anche