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Gli inviati di Report annunciano querela contro il Tempo: «Pubblicate cifre false sui nostri stipendi». Il direttore Capezzone: «Così si inguaiano»

17 Agosto 2026 - 11:36 Stefania Carboni
report stipendi
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Stamane il quotidiano è uscito con un pezzo dal titolo "Stipendi faraonici e spese incredibili: quanto ci costa Report". Ranucci: «Grave la diffusione di quel documento»
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«La campagna di diffamazione contro i giornalisti e le giornaliste di Report oggi si arricchisce di un nuovo capitolo: i soldi. Stamattina il quotidiano Il Tempo ha pubblicato cifre false e surrettizie spacciandole per stipendi dei giornalisti e delle giornaliste del programma». Queste le parole, in una nota, degli inviati e le inviate di Report che annunciano querela «per tutelare il proprio nome e il proprio lavoro, nei confronti de Il Tempo e di tutte le testate che riprenderanno le informazioni false e scorrette pubblicate», in riferimento all’articolo comparso oggi su “Il Tempo’” dal titolo “Stipendi faraonici e spese incredibili: quanto ci costa Report”.

«Non sono i nostri stipendi ma è il costo delle inchieste»

«Le somme indicate sono scorrette e artatamente aumentate e non indicano affatto la retribuzione individuale dei singoli inviati ma il totale delle spese sostenute per la realizzazione dei singoli servizi. I giornalisti e le giornaliste di Report hanno per la maggior parte contratti di lavoro autonomo a partita Iva con la Rai e, in base al modello produttivo della trasmissione, autoproducono i propri servizi, pagando dunque di tasca propria i costi di trasferta, di montaggio e tutte le altre spese vive necessarie a condurre per mesi un’inchiesta», sottolineano nel comunicato. «Le somme pagate per i servizi giornalistici vanno dunque solo in parte a pagare i compensi dei giornalisti, una gran parte copre le spese di produzione già sostenute dagli inviati. Grazie a questo modello produttivo, che scarica i costi vivi sui giornalisti, in questo modo li abbatte. Report è la trasmissione di approfondimento giornalistico meno costosa della prima serata Rai, con circa 150 mila euro a puntata, altre nella stessa fascia e sulla stessa rete arrivano a costare il doppio. Se qualcuno intende occuparsi davvero di compensi faraonici in Rai, deve indirizzare l’attenzione ad altri giornalisti, graditi alla politica, che negli ultimi anni sono stati messi alla guida di trasmissioni rivelatesi fallimentari». 

Cosa aveva riportato il Tempo

La testata, nella sua edizione cartacea in un pezzo a firma di Dario Martini, ha pubblicato le cifre con i cognomi di inviati e autori. Cifre sulle stagioni ’22-’23, ’23-’24 e ’24-’25, «al lordo e comprensive
e comprensive di spese di produzione
, spiegano fonti Rai». «Basti pensare – riporta Il Tempo – che nella stagione 2022-2023 sono stati elargiti 2.206.083 euro. Una cifra salita a 2.524.200 euro nel 2023-2024 e a 2.909.316 euro nel 2024-2025». Dopo l’attentato contro Ranucci la Rai ha deciso di sospendere cautelativamente le repliche estive di Report. La Commissione per il Codice Etico della Rai ha consegnato la relazione sul caso all’amministratore delegato Giampaolo Rossi il 13 agosto scorso. Carte. sottolinea Il Tempo, al momento secretate.

La replica di Capezzone

«Il collettivo di Report, strapagato con i soldi dei contribuenti, con la scombiccherata e controproducente “replica” di oggi al nostro giornale, aggrava la propria posizione agli occhi degli italiani che pagano il canone», risponde in una nota Daniele Capezzone, direttore de Il Tempo. «Questi signori si arrampicano sugli specchi parlando di lordo e netto (differenza che riguarda ogni singolo lavoratore, anche quelli a 1500 euro al mese) e di spese sostenute. Tutti concetti già spiegati oggi nei nostri articoli. La realtà è che molti di loro incassano più dell’appannaggio annuale spettante al Presidente della Repubblica (il quale, meritoriamente, se l’è anche ridotto). Il resto non merita commenti. Solo risposte e approfondimenti in Commissione di Vigilanza», conclude.

Ranucci, il conduttore: «Grave la diffusione di quel documento»

«Grave diffusione di un documento interno strategico per l’azienda visto che rende pubblici i costi di una produzione di punta della Rai come Report. Presenteremo denuncia anche al comitato etico su chi in Rai abbia fornito al tempo tale documentazione sensibile», ha commentato Sigfrido Ranucci sul suo profilo Facebook.