Report, la Rai prepara la sospensione di Ranucci: «Ma così diventerà un martire»

La Rai si prepara a sospendere Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report. Per l’inchiesta su Valter Lavitola e con il parere del comitato etico. Il problema dell’ad Giampaolo Rossi però è come farlo. Perché il rischio di essere accusati di TeleMeloni è molto alto. Così come quello di fare del giornalista un martire. Con le elezioni alle porte. Intanto l’avvocato di Lavitola Sergio Cola spiega quando Ranucci ha chiesto più scorta al ministero dell’Interno e lancia messaggi sostenendo che poteva aver intuito successivamente chi ci fosse dietro l’attentato.
La Rai e Ranucci via da Report
La Stampa racconta che viale Mazzini è orientato verso la sospensione del conduttore, e non il suo allontanamento. Anche se a Ranucci mancano due anni alla pensione e i tempi di un giudizio definitivo per il processo a Lavitola sarebbero molto più ampi. Nel frattempo pare caduta l’ipotesi quasi irreale di affidare la trasmissioni a conduttori come Massimo Giletti o Antonino Monteleone. Quest’ultimo, tra l’altro, dimostratosi nel frattempo un vero e proprio killer dell’attenzione dello spettatore, dati Auditel alla mano. Le due strade portano o a prendere un nome dalla squadra di Report per dare continuità alla linea di successione. Oppure un interno Rai. «Tra i duemila giornalisti che lavorano nell’azienda ci sono professionalità perfettamente adatte allo scopo», dicono in azienda secondo il quotidiano. «Il rischio è quello di trasformarlo in una specie di martire», è una delle riflessioni che si fanno.
La strategia per la rimozione del conduttore
Secondo Repubblica ormai Ranucci è diventato un bersaglio della destra. 13 i post dai profili social di Fratelli d’Italia usciti in questi giorni. Ma anche all’interno della redazione di Report ci sono perplessità. In più c’è un segnale inequivocabile delle difficoltà di Ranucci. Usigrai, il sindacato dei giornalisti di sinistra, da settimane è silente sulla faccenda. Ranucci, che dopodomani riprenderà il tour estivo del suo “Diario di un trapezista” a Primiero, in provincia di Trento (23 date da qui a dicembre) potrebbe fare un passo indietro, è il ragionamento che gira tra i giornalisti Rai di un tempo e di oggi. Servirebbe a salvare sé stesso ma aiuterebbe anche l’ad, che così non avrebbe l’onere di prendere una decisione scomoda.
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Un passo di lato?
«Secondo me Ranucci farà un passo di lato in attesa degli eventi», è il ragionamento fatto a Open da un conduttore che in Rai ha lavorato per decenni. Ma le ultime uscite del conduttore, dal post in cui si paragona a Falcone e Borsellino ai lanci d’agenzia in cui si racconta che sta lavorando alla nuova edizione del programma, dicono il contrario. E d’altro canto autosospendersi per Ranucci significherebbe in qualche modo ammettere di aver fatto qualcosa di sbagliato. Quindi sembra davvero difficile che il giornalista accetti di farsi da parte senza combattere.
Le richieste sulla scorta
Intanto Il Giornale torna sulle parole della difesa di Lavitola di ieri. Segnalando in quale momento Ranucci ha chiesto maggiore scorta al ministero. È successo durante l’audizione del conduttore in Commissione Antimafia. Il 4 novembre 2025, chiedendo anche di secretare le sue parole, Ranucci ha parlato dell’attentato e del livello di protezione: «In questo momento ho l’esercito davanti casa e un’auto blindata. Devo registrare un’anomalia, di cui non mi sono mai lamentato. Trovo anomalo che mi sia stata assegnata una scorta di quarto livello, di fronte a un progetto di omicidio e non semplicemente una minaccia di morte. Essendo un progetto di omicidio più corposo. Ma questo lascia il tempo che trova. Ringrazio comunque lo Stato di avermi consentito di continuare a fare il mio lavoro».
Lavitola sapeva?
La richiesta di maggior protezione finisce anche sul tavolo del procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi. Lavitola era a conoscenza della richiesta di Ranucci di aver una scorta più solida? «Gli atti dimostrano che lo stesso Ranucci aveva chiesto di aumentare la scorta», ha aggiunto ieri Cola. Che poi è tornato sulla supposta conoscenza successiva da parte di Ranucci del ruolo di Lavitola nell’attentato. Anche qui però senza indicare elementi di prova a supporto della tesi. Anche perché non si capisce come il suo assistito abbia avuto accesso a un verbale secretato della Vigilanza Rai. Di certo il 20 agosto scadranno i termini per l’istanza al tribunale del Riesame. E quando la procura si opporrà potrebbe anche depositare altri documenti a supporto dell’accusa. Tra i quali, si racconta, c’è anche l’informativa dei carabinieri su cui è stata costruita l’ordinanza che ha mandato in carcere Lavitola. E che potrebbe contenere molti più dettagli sul rapporto tra i due.

