A Pisa il Pd denuncia scritte fasciste sui muri di una scuola primaria. Ma erano indicazioni dei muratori per il cappotto termico

Muri imbrattati alla scuola primaria “Collodi” di Porta a Lucca, a Pisa. Tra lo spray compaiono le diciture “Si fascia“, “No fascia” e alcuni simboli che ricordano delle frecce. Per la politica locale l’associazione appare immediata: la suggestione evoca rune e nostalgie d’inizio Novecento, trasformando dei segni tecnici nel segnale di una propaganda che ammicca al ritorno del fascismo. Ma come svela oggi La Verità l’epilogo, dopo le indagini, è ben diverso. E no, Mussolini non c’entra nulla.
L’allarme del Pd locale
La reazione del Partito Democratico non è mancata. Davanti ai segni sul muro Antonio Mazzeo, vicepresidente dem del Consiglio regionale toscano, ha definito l’episodio come un gesto intollerabile contro un luogo di istruzione: «Pisa è una città insignita della medaglia di bronzo al valor militare per la resistenza, non può esserci spazio per simboli e richiami a ideologie fasciste e naziste». Sulla stessa linea è intervenuta la senatrice PD Ylenia Zambito, che collega l’evento ad altri recenti imbrattamenti in città e ricorda la coincidenza temporale con la ricorrenza del ritrovamento del corpo di Giacomo Matteotti.
La spiegazione: erano le indicazioni per il cappotto termico
Il quadro cambia però l’indomani, quando si chiarisce l’origine delle diciture: i segni tracciati sulla facciata non hanno alcuna matrice politica, ma rappresentano indicazioni di cantiere lasciate dagli operai impegnati nei lavori di posa del cappotto termico dell’edificio. “Si fascia” e “No fascia” si riferiscono infatti alle porzioni di muro da coprire.
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Le scuse dai democratici, con la destra che gongola
Davanti alla svista, ricostruisce La Verità, il dem Mazzeo ha affidato ai social un messaggio di chiarimento: «Ho commesso un errore. Può capitare. E quando capita si deve avere l’onestà di dirlo». Nel suo intervento, spiega di essere stato contattato da alcuni genitori allarmati, auspicando al contempo che la stessa solerte attenzione dimostrata dalla destra nel sottolineare questo abbaglio venga applicata anche quando compaiono scritte di reale matrice fascista o nazista. La senatrice Zambito ha dichiarato invece che l’errore è stato dettato da un «eccesso di preoccupazione per i rigurgiti fascisti che proliferano a Pisa e nel Paese».
Sulla vicenda ha invece gongolato il centrodestra. Il deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese ha ironizzato: «Nonostante il caldo il Pd indossa un cappotto… termico. L’ossessione per l’antifascismo è talmente grave che ti fa vedere simboli e pericolo per la democrazia ovunque. Questa vicenda non è soltanto surreale ma sottintende uno scadimento di una parte della politica, fuori dal mondo, dal tempo, dalla realtà, sempre alla ricerca di un presunto nemico». Il capogruppo di Futuro Nazionale in Consiglio comunale a Pisa, Angelo Ciavarrella, ha invece espresso ironica solidarietà alle maestranze del cantiere.

