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Bruxelles potrebbe (ancora) sospendere la procedura d’infrazione all’Italia. Il pressing di Meloni e Giorgetti

01 Ottobre 2026 - 12:09 Sara Menafra
giorgia meloni giancarlo giorgetti
giorgia meloni giancarlo giorgetti
Nonostante Roma non abbia raggiunto il 3% tra deficit e pil la partita rimane aperta, come confermano ad Open. Venerdì 9 il primo Ecofin utile
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La procedura di infrazione nei confronti dell’Italia potrebbe essere sospesa anticipatamente, nonostante quel maledetto 3,1% nel rapporto deficit/pil che il governo di Giorgia Meloni – lo scorso 22 settembre – ha vissuto come una doccia fredda e che ha certamente alzato la tensione anche all’interno del governo, sebbene pubblicamente la polemica si sia scaricata sul modo in cui l’Istat fa i conti sull’Italia.

Le novità economiche

A differenza di quanto sembrava nei primi giorni dopo l’annuncio da parte di Istat, la trattativa con l’Europa non si è affatto fermata. Anzi. Fonti vicine al dossier raccontano ad Open che il lavoro sotto traccia per ottenere comunque il rientro dell’Italia dalla procedura di infrazione da quest’anno va avanti. E che Bruxelles sarebbe orientata a concederlo, anche alla luce dello storico citato anche da Meloni – quella revisione del Pil al rialzo di cui ha parlato a Porta a porta, parlando di sottovalutazione degli italiani da parte di Istat.

Meloni del resto, ha affrontato il tema anche ieri, 30 settembre, nel corso del suo intervento all’evento organizzato dal Gazzettino: «La questione ulteriore è la necessità, già posta in sede Ecofin, di tenere conto della maggiore inflazione registrata in questo periodo nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito. Altri Stati membri stanno andando nella stessa direzione: intendo attivarmi nuovamente nei confronti della Commissione affinché la questione venga trattata nella riunione Ecofin della prossima settimana in Lussemburgo e in Consiglio europeo tra due settimane».

Effettivamente, il primo appuntamento utile, per parlare di flessibilità europea e quindi anche di come allargare le maglie delle regole attuali, è proprio l’Ecofin di venerdì prossimo, 9 ottobre. Qui, alla presenza di tutti i ministri dell’Economia e delle Finanze, incluso l’italiano Giancarlo Giorgetti, si potrebbero registrare le prime aperture.

Coda dice l’Ue

La partita è importante anche vista da Bruxelles: se l’Italia non esce dalla procedura di infrazione non parteciperà né ai progetti legati alla flessibilità energetica né a quelli in tema difesa, che per i vertici europei sono considerati più importanti. Anzi, l’Italia per il momento ha chiesto 14 miliardi per l’energia e ben 22 per la difesa. Insomma, da entrambe le parti c’è interesse all’accordo. E, ovviamente, il capitolo sarebbe decisivo per quella che dovrebbe essere l’ultima legge di bilancio prima del ritorno alle urne.

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