Varenne e il progetto della tomba monumentale, l’ipotesi imbalsamazione e cosa è successo prima di morire: «È accaduto tutto all’improvviso»

L’idea dell’Allevamento LJ di Eboli è di costruire per Varenne un vero e proprio mausoleo. A raccontarlo con la voce ancora rotta dal dolore per la scomparsa del campione del trotto ormai 31enne è Dario De Angelis, il titolare della struttura. A Repubblica dice: «Non ce lo aspettavamo, Varenne stava bene. È successo tutto all’improvviso». De Angelis era legato a Enzo Giordano, lo storico proprietario del cavallo più vincente di sempre, che due anni fa aveva scelto proprio Eboli per il ritiro di Varenne. «Mi piace pensare che adesso siano di nuovo insieme, lassù», ha aggiunto.
Come sono stati gli ultimi mesi di vita di Varenne
Per Varenne era stato allestito un box da 30 metri quadri, dotato di ventilatori e di un sistema di aerazione pensato per tenerlo al fresco, senza però ricorrere all’aria condizionata, che negli sbalzi termici può danneggiare la salute di un cavallo. Nell’ultimo periodo usciva solo di notte, quando il caldo si attenuava, seguito da un nutrizionista che gli garantiva cinque pasti al giorno e sottoposto a massaggi per la circolazione e il benessere delle articolazioni, gli stessi acciacchi tipici di un anziano. A stargli accanto più di tutti è stato Giovanni Tortoriello, collaboratore dell’allevamento che rinunciava spesso alle ferie pur di non lasciarlo solo: «Gli stava sempre accanto, anche quando dormiva. La scorsa notte Varenne gli si è accasciato addosso. Da quel momento non abbiamo più smesso di piangere».
Cosa prevede il progetto della tumulazione
Gli eredi di Giordano hanno chiesto a De Angelis di seppellire Varenne proprio a Eboli, dove il cavallo ha trascorso gli ultimi mesi. «Qui sorgerà un mausoleo dove tutti gli appassionati potranno radunarsi. Vorrei evitare la cremazione, per questo abbiamo chiesto una deroga alla Asl. La tumulazione si svolgerà in forma privata», ha spiegato De Angelis. Dall’allevamento fanno sapere che «nei prossimi giorni il nostro Varenne sarà tumulato secondo le normative sanitarie vigenti presso l’allevamento LJ dove tra un mese vorremmo celebrarlo privatamente» e che il mausoleo resterà poi aperto al pubblico. Esclusa l’ipotesi dell’imbalsamazione, mentre la struttura ha già avviato contatti con alcuni scultori: «Ho molte idee in testa. Per onorare al meglio la sua memoria, pensavo di far costruire un simulacro, una statua che restituisca tutta la grandezza di un mito. Oppure una riproduzione della sua testa».
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Che rapporto aveva Varenne con gli altri animali
Nei due anni trascorsi a Eboli, Varenne ha stretto legami anche con gli altri abitanti dell’allevamento, che si estende su 50 ettari nel salernitano. Il più stretto era quello con Perla Nera, una cavalla fattrice al di là del recinto: «La cercava, comunicavano quasi fosse un’interazione umana. Aveva una forza mentale e una sensibilità straordinarie. Sapeva come comportarsi a seconda delle occasioni: i bambini potevano girargli attorno senza che succedesse nulla», racconta De Angelis. Il cavallo aveva fatto amicizia pure con i cani della struttura, che presto festeggerà i 90 anni di attività e riserva a tutti gli animali le stesse lunghe passeggiate utili a mantenere in funzione i muscoli.
Perché De Angelis rifiuta il paragone con Maradona
Per De Angelis, però, Varenne si distingueva dagli altri cavalli per un’intelligenza fuori dal comune, al punto da non aver bisogno di parole per farsi capire. La sua voce si spezza tra i ricordi: «Credevo potesse vivere altri cento anni». Alla fine il titolare respinge anche il paragone più diffuso, quello con Maradona: «Ho sentito di questo parallelismo tra lui e Maradona. Diego, però, aveva Pelé come termine di paragone. Varenne, invece, non ha mai avuto rivali».

