La provocazione dello stilista Marc Jacobs: «Pronto a vestire Luigi Mangione al processo». Scoppia la polemica, che viene spenta dal killer

Un’altra provocazione destinata a far discutere, in perfetto stile Marc Jacobs. Lo stilista americano ha dichiarato di essere pronto a vestire Luigi Mangione per le sue apparizioni in aula, definendo persino il presunto assassino del CEO di UnitedHealthCare un «trendsetter naturale». Una dichiarazione d’impatto che ha subito riacceso i riflettori mediatici sul caso, arrivata però a giochi quasi fatti: il ventottenne si è infatti dichiarato colpevole nel procedimento federale, spiazzando la corte ed evitando l’inizio del dibattimento pubblico previsto per ottobre.
Non è la prima volta che Jacobs veste imputati (VIP)
La sortita del celebre designer è arrivata durante un’intervista al podcast Lie Detector Test di Vanity Fair. Alla domanda se accetterebbe di curare il look di Mangione per il processo, Jacobs non ha esitato: «Sono pronto a vestirlo», aggiungendo poi con il suo consueto tono dissacrante che il giovane non ne avrebbe nemmeno bisogno, avendolo già elevato a un’icona di stile involontaria. Per la maison americana non si tratterebbe d’altronde di una prima volta: in passato Jacobs ha già firmato gli outfit “da aula di tribunale” per diverse celebrità finite sotto processo, tra cui Winona Ryder, Courtney Love e la rapper Lil Kim.
Le esternazioni dello stilista si scontrano tuttavia con la rapida svolta giudiziaria della vicenda. Mangione, accusato dell’omicidio del vertice del colosso delle assicurazioni sanitarie Brian Thompson, era atteso alla sbarra in autunno per un dibattimento ad alto impatto mediatico. Durante un’udienza feriale convocata a sorpresa a New York tra accusa e difesa, il giovane ha però scelto di dichiararsi colpevole per i reati federali, spingendo i propri legali a richiedere contestualmente l’archiviazione delle accuse a livello statale.
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Con l’ammissione di colpevolezza – che evita alla procura l’onere di dover dimostrare la responsabilità dell’imputato oltre ogni ragionevole dubbio in un processo aperto – Mangione rischia ora la pena dell’ergastolo. Tramonta così la prospettiva di una lunga sfilata giudiziaria firmata Marc Jacobs, lasciando sul campo soltanto l’ennesima polemica sul sottile e ambiguo confine tra cronaca nera, cultura pop e fashion system.

