Davanti a Leone al Meeting riecco don Julián Carrón. L’ex presidente di Cl mandato via da Bergoglio accolto come una star – Il video
Al Meeting di Rimini proprio alla fine dell’incontro con papa Leone XIV è apparso all’improvviso l’ex guida di Comunione e Liberazione, don Julián Carrón, fatto dimettere da papa Francesco nel 2021 e da quel momento scomparso dai radar. Carrón è spuntato nella fila di chi al termine del discorso di Prevost è andato a salutarlo per fare il baciamano di rito. Quando i quasi 50 mila presenti in sala hanno scorto dai maxischermi la testa del sacerdote che per 16 anni li aveva guidati dopo la scomparsa di don Luigi Giussani, è scoppiato un inatteso applauso che si è trasformato in una sorta di «ola».
L’applausometro del Meeting non ha premiato altrettanto il nuovo capo di Cl
Il Vaticano per impulso di papa Bergoglio aveva chiesto l’allontanamento di Carrón e il ritiro da ogni attività pubblica, lasciando come successore il laico che oggi guida il movimento ecclesiale, Davide Prosperi. Anche lui ieri era presente nell’aula della Fiera di Rimini ad accogliere papa Leone XIV e ha voluto rivolgere un saluto di benvenuto al Papa nonostante l’avesse già fatto il padrone di casa, che è il presidente del Meeting Bernhard Scholz. Qualche applauso c’è stato anche per Prosperi, non paragonabile però al tripudio che ha accolto il predecessore Carrón (di cui Prosperi era il vice). L’applausometro ha anche per questo creato qualche imbarazzo.

Il fastidio del Papa per il rito del baciamano e la sua ricerca di contatto con la gente semplice
Papa Leone XIV però deve avere colto poco o nulla di questi sentimenti interni al movimento ecclesiale, e ha con pazienza atteso che finisse l’interminabile rito del baciamano a cui si è sottoposto visibilmente infastidito. È un rito che il cerimoniale vaticano impone ai pontefici, ma che Prevost eviterebbe la maggior parte delle volte. A differenza del rapporto anche fisico con i fedeli che anche a Rimini il Papa ha cercato facendo impazzire scorta e protocollo. Quando riesce a scambiare qualche battuta con i fedeli che lo aspettano, accarezzando malati e bambini il Papa è felice e sorride sempre. Così in Fiera dove non c’era capienza per tutti nell’aula magna in cui avrebbe dovuto parlare, ha voluto andare anche in quelle dove erano stati montati i maxischermi per seguirlo. E senza discorso scritto ha scelto di salutare «a braccio» con qualche parola per tutti. Perfino lanciandosi in un semplicissimo e divertito «Ciao ragazzi!» nel padiglione dove erano riuniti i più giovani.

