Usa, sospesa la stretta di Trump sull’immigrazione da 75 Paesi. Lo stop di un giudice federale: «È contraria alla legge»

Il divieto imposto dall’amministrazione Trump di rilasciare visti a migranti provenienti da 75 Paesi è «contrario alla legge». Lo ha stabilito la giudice federale Jeanette A. Vargas, respingendo le motivazioni addotte dalla Casa Bianca per il blocco dei visti e annullando di fatto la misura chiesta a gran voce dal presidente Donald Trump. Per giustificare la stretta alle frontiere, l’amministrazione repubblicana aveva spiegato che i migranti – una volta entrati sul suolo statunitense – avrebbero fatto ricorso a sussidi pubblici, divenendo così un «peso economico per gli americani».
La nota interna del Dipartimento di Stato che smentisce Trump e la Casa Bianca
In realtà, secondo la giudice Vargas, l’ordine imposto dalla Casa Bianca era ben diverso e prendeva di mira anche molti immigrati idonei al visto e che probabilmente sarebbero stati autosufficienti. In questo modo, sempre secondo il tribunale federale, l’amministrazione Trump ha violato la legge che richiede valutazioni individuali per i visti. Una nota interna del Dipartimento di Stato, reso pubblico come prova in aula di tribunale, istruiva i funzionari consolari a negare i visti anche quando i richiedenti fornivano «prove aggiuntive che dimostrassero che essi superavano l’ostacolo del rifiuto relativo all’onere pubblico».
I Paesi coinvolti dalla stretta
La stretta sui visti imposta lo scorso gennaio da Washington, e ora sospesa, riguarda 75 Paesi, circa il 40% del totale, e include – tra gli altri – Egitto, Haiti, Giordania, Somalia e Russia. «La decisione odierna rappresenta un’importante vittoria per le centinaia di migliaia di famiglie in tutto il mondo le cui vite sono state sconvolte dal divieto di visto illegale e discriminatorio imposto da questa amministrazione», ha esultato il National Immigration Law Center, una delle organizzazioni non profit che assiste i migranti che provano a entrare negli Stati Uniti e offre loro consulenza legale. La Casa Bianca, per il momento, non ha commentato la decisione.
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Foto copertina: EPA/Aaron Schwartz

