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Caro carburanti, il governo proroga lo sconto sul diesel (ma solo per 48 ore)

23 Agosto 2026 - 19:16 Diego Messini
Caro carburanti
Caro carburanti
Il decreto varato da Giorgetti prolunga lo sconto da 17 centesimi sino al 26 agosto tramite il meccanismo delle accise mobili
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A fronte del rincaro crescente dei prezzi alla pompa, il governo Meloni ha deciso di prorogare ulteriormente lo sconto sulle accise sul gasolio. Ma per il momento di sole 48 ore. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, di concerto con quello dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, ha firmato infatti il decreto ministeriale che attiva il meccanismo delle accise mobili così da prorogare lo sconto di 17 centesimi sulle accise sul gasolio sino al 26 agosto (mercoledì prossimo). Il provvedimento era stato varato dal governo una prima volta il 27 luglio per una settimana, poi confermato sino al 24 agosto. Ora l’ulteriore, limitata proroga della misura, nonostante la quale il diesel ha toccato quota 2,20 euro al litro in autostrada.

Cosa dice il decreto

«Al fine di compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto rispetto all’ultima previsione, derivanti dall’aumento del prezzo internazionale, espresso in euro, del petrolio greggio, per il periodo dal 25 agosto 2026 al 26 agosto 2026 – si legge nel testo del decreto ministeriale – l’aliquota di accisa sugli oli da gas o gasolio, usato come carburante è rideterminata nella misura di 532,90 euro per mille litri». Il decreto precisa che lo sconto è coperto con «20,8 milioni di euro, del maggior gettito conseguito nel periodo dal 1° luglio al 31 luglio 2026 in relazione ai versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto». Il testo deve ora essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Fino al 24 agosto lo sconto è coperto invece dai tagli ai ministeri introdotti con il decreto legge di inizio agosto.

La lettera all’Ue per chiedere tasse sugli extraprofitti del petrolio

Nel frattempo il governo si muove anche sul piano Ue per fronteggiare il caro carburanti. Nelle scorse ore l’Italia ha infatti firmato insieme a Germania, Spagna, Austria, Polonia e Portogallo una lettera all’Ue per chiedere di far pagare alle compagnie petrolifere il conto del nuovo shock energetico, introducendo una tassazione congiunta degli extraprofitti di quelle società che, si legge nella lettera, «stanno godendo di una redditività complessiva e di margini sui prodotti raffinati che superano l’aumento dei prezzi del petrolio greggio». Secondo i Paesi promotori in questo modo gli utili eccezionali generati dalla crisi nel Golfo dovrebbero almeno in parte tornare nelle tasche dei consumatori.

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