Star Wars Zero Company è una boccata d’aria fresca per i fan – La recensione

Star Wars Zero Company ha corso un rischio gravissimo: bloccare un’ottima storia ambientata nella Galassia Lontana Lontana dietro un tipo di videogioco storicamente destinato a pochi. Grazie al sapiente lavoro degli sviluppatori di Bit Reactor, però, questo nuovo gioco di Star Wars non solo mette i fan nel cuore di uno dei periodi più interessanti della storia del franchise, l’apice della Guerra dei Cloni, ma rende più accessibile che mai il genere dei tattici a turni, anche nei punti di maggiore attrito.
Una sgangherata compagine di amabili mascalzoni
Un clone in pensione, un’unità R1, una mandaloriana e una Jedi entrano in una locanda su Kafrene: sembra l’inizio di una barzelletta, ma è una situazione perfettamente plausibile in Star Wars Zero Company. L’ultima opera edita da Electronic Arts, infatti, fa vestire a chi gioca i panni di Hawks, un/a ex militare della Repubblica che dopo una missione andata male fonda la sua compagnia di “operativi” (da leggersi “mercenari”) che lavorano come freelance per il miglior offerente.
Sommersi dai debiti per gli Hutt, i gangster più pericolosi della galassia, i membri della Zero Company sono obbligati ad accettare un incarico dei servizi segreti della Repubblica che li porterà di pianeta in pianeta alla ricerca della leader di una misteriosa setta, la Spira Infinita, che minaccia di diffondere un morbo pericolosissimo. Durante il viaggio la Compagnia recluterà nuovi membri tra cui droidi, una Jedi, una mandaloriana e tanti altri personaggi iconici del mondo di Star Wars.
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Una base tutta da vivere
Star Wars Zero Company non nasconde di ispirarsi, anzi di celebrare, la serie XCOM, la madrina dei videogiochi tattici a turni. Il cuore pulsante di entrambe le opere, infatti, è una base brulicante di personaggi che in questo nuovo gioco riflette lo spirito con cui Star Wars conquista nuovi appassionati da generazioni. Tra una missione e l’altra chi gioca può chiacchierare con tutti gli operativi della propria compagnia, fare allenamenti in compagnia per stringere i legami (e migliorare le statistiche), potenziare i servizi della base (come l’infermeria) e provare nuovi outfit. Il cuore pulsante di questo luogo è l’Olotavolo, un menù dove gestire le Operazioni, le Missioni e l’Influenza. Le prime sono incarichi automatici che servono a raccogliere informazioni e risorse, le seconde sono le sezioni di combattimento che approfondiremo a breve, e l’influenza è la “reputazione” della compagnia in vari settori della Galassia: più è alta maggiori sono le ricompense a disposizione.

Da una copertura all’altra
Il cuore pulsante di Star Wars Zero Company è il suo gameplay tattico a turni: in un’arena che fa da mappa a ogni combattimento, quattro operativi della Compagnia devono passare di riparo in riparo e lavorare insieme per abbattere le unità nemiche. Ogni personaggio parte con tre punti azione e può sparare, spostarsi e usare oggetti (granate medikit e molti altri) o le sue abilità speciali che vanno da un colpo da cecchino che non manca mai il bersaglio a una smitragliata a ventaglio, passando per il jetpack della mandaloriana o la spinta della forza di una padawan in incognito. Questa parte del gioco, che unisce percentuali di precisione, variabili dettate dal tipo di riparo, vedette e colpi assistiti, potrebbe spaventare il novizio che non vuole una lezione di matematica insieme al suo gioco di Star Wars.
La nostra raccomandazione, però, è di fidarsi degli sviluppatori di Bit Reactor: i loro tutorial sono intuitivi e mai noiosi, la progressione introduce le novità con gentilezza e, a difficoltà normale, gli errori iniziali non vengono puniti troppo severamente. È persino possibile disattivare la morte permanente degli operativi se avete paura di perderli. Il nostro consiglio, però, è di lasciarla attiva, anche se siete alle prime armi: non solo aggiungerà un piacevole strato di tensione al gameplay, ma sarà un’ulteriore dimostrazione del talento degli autori, perché la storia è progettata per adattarsi anche all’eventuale morte dei personaggi principali.

Per chi è Star Wars Zero Company
Star Wars Zero Company è, innanzitutto, un gioco per i fan sfegatati della Galassia Lontana Lontana. Le ambientazioni sono curate, i personaggi ben fatti, la storia è piena di riferimenti che non sfuggiranno agli amanti della saga. Se amate i mondi creati da George Lucas, date una possibilità a Zero Company perché i suoi autori hanno saputo sfruttare l’amore per un universo iconico per rendere davvero accessibile un genere tradizionalmente ostico. Se avete amato la serie XCOM o il recente Marvel Midnight Suns, poi, troverete in Zero Company un degno portatore della loro torcia perché, dopo una lunga introduzione e ampie spiegazioni, il gioco offre tantissime opzioni per creare il proprio stile di gioco e avere successo. E a difficoltà elevate la sfida è semplicemente brutale.
Chi proprio non sopporta i giochi tattici a turni dovrebbe evitare questa produzione perché, nonostante l’ottimo sistema di tutorial e la storia ben fatta e ben scritta, vedere il proprio personaggio che manca un colpo che aveva il 90% di possibilità di andare a segno causa comunque della frustrazione. Se quello per i tattici a turni non è un vero e proprio odio, però, il pacchetto di Bit Reactor è così completo a livello narrativo e di gameplay che lo reputiamo in grado di convertire gli scettici, soprattutto se sono cresciuti tra Tatooine e i campi di battaglia della Guerra dei Cloni.

