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Report: ora lo scontro si fa legale. Ranucci trascina la Rai in tribunale. Mentre il Pd lotta per lui a Bruxelles

30 Agosto 2026 - 07:37 Stefania Carboni
sigfrido ranucci
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Solo 5 giornalisti su 60 sostengono i nuovi conduttori. L'eurodeputato PD Sandro Ruotolo ha presentato un'interrogazione denunciando la violazione del Media Freedom Act.
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Il terremoto in casa Rai intorno a Report si sposta sul piano legale ed europeo. Mentre la redazione si spacca e il centrodestra rivendica la rimozione di Sigfrido Ranucci, l’ex conduttore prepara la causa contro l’azienda e l’opposizione porta il caso a Bruxelles.

Solo 5 giornalisti su 60 sostengono il nuovo corso di Report

Solo 5 giornalisti su 60, riporta Repubblica, hanno espresso sostegno ai nuovi conduttori designati: Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. I due hanno scelto per ora la via del silenzio, pur confermando in privato l’intenzione di tirare dritto. Intanto Bernardo Iovene, storico inviato, ha respinto la proposta di diventare capo autore della nuova gestione, dichiarando l’impossibilità di lavorare senza il sostegno compatto della squadra. E il tutto arriva mentre il quotidiano Domani ha ripescato una foto del 2024 di Presutti a cena nel ristorante Cefalù, di Valter Lavitola. La giornalista privatamente ha poi precisato di essersi recata lì esclusivamente per ragioni di lavoro su indicazione dello stesso Ranucci.

Ranucci diffida la Rai e chiede i danni

Assistito dagli avvocati Stefano Rossi e Roberto De Vita, Ranucci ha intanto inviato una contestazione formale al direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini. La difesa sostiene che la lettera di estromissione non contenga «alcun fatto specifico» o prova a supporto, rendendo le motivazioni «manifestamente insussistenti». Il giornalista ha chiesto la sospensione immediata del provvedimento, preannunciando una battaglia in tribunale per il danno all’immagine e alla carriera.

Il caso si sposta a Bruxelles

Secondo quanto riporta Repubblica l’eurodeputato PD Sandro Ruotolo ha presentato un’interrogazione alla vicepresidente della Commissione Ue, Henna Virkkunen, denunciando la violazione del Media Freedom Act e un presunto tentativo di silenziare l’informazione d’inchiesta in vista delle prossime elezioni. La maggioranza invece plaude alla decisione di Viale Mazzini. I ministri Luca Ciriani e Gianmarco Mazzi, insieme a Maurizio Gasparri (FI), hanno difeso la rimozione del conduttore. Mentre ad Agrigento, Fratelli d’Italia ha persino chiesto la revoca della concessione del teatro pubblico dove l’ex conduttore teneva un suo spettacolo.