L’Antitrust Usa fa causa ad Amazon: «Costi occulti sulla pubblicità, 20 miliardi di ricavi illegittimi»

La Federal Trade Commission, l’autorità Usa garante della concorrenza, ha fatto causa ad Amazon, accusandola di aver ingannato sistematicamente gli inserzionisti pubblicitari, costringendoli a pagare prezzi artificialmente lievitati. Il tutto manipolando i suoi sistemi di aste e prezzi con costi aggiuntivi nascosti, che hanno finito in buona parte – accusa l’Antitrust – per pesare sulle tasche dei consumatori. La causa, cui si sono uniti i procuratori generali di 22 Stati Usa, sostiene che Amazon si sarebbe accaparrata così oltre 20 miliardi di dollari non dovuti.
La replica di Amazon
Immediata la replica dell’azienda di Jeff Bezos, che accusa la Federal Trade Commission di non aver prodotto alcuna evidenza dell’aumento dei prezzi per i consumatori. L’authority Usa «malintende fondamentalmente in che modo operano gli inserzionisti», contrattacca Amazon, secondo cui la causa non starebbe dunque in piedi. «Diamo indicazioni agli inserzionisti su come funzionano le aste e il pricing nei principali strumenti che usano per gestire le campagne, e continuiamo ad aggiornarle. Siamo pronti a sostenere le nostre tesi in tribunale», è la sfida del colosso dell’e-commerce. Secondo cui al contrario tra il 2021 e il 2025 gli inserzionisti avrebbero risparmiato 8 miliardi di dollari tramite i sistemi d’asta. Solo lo scorso anno la società di Bezos ha realizzato oltre 68 miliardi di dollari di guadagni dalla raccolta pubblicitaria.

